LCase infestate, fantasmi, vampiri, lupi mannari sono solo alcuni elementi che vengono in mente quando si parla di horror, ma vediamo insieme quali sono le caratteristiche di questo genere. 

La letteratura dell’orrore ha l’obiettivo di generare paura e terrore nel lettore e, come il giallo e il thriller, si avvale della suspense per mantenere alta la tensione. Una caratteristica fondamentale dell’horror è la presenza di elementi soprannaturali, che spesso hanno un legame con le fobie ancestrali dell’uomo come paura della morte, incognite insite nel mistero dell’esistenza, paura del buio e dei luoghi isolati, angoscia per la perdita delle persone care, sovvertimento delle regole della scienza e della vita sociale, paura dell’ignoto e delle forze dell’universo. 

L’horror moderno trae le sue origini dalla letteratura gotica, sviluppatasi in area anglosassone a partire dall’età preromantica. Il termine gotico deriva dallo stile architettonico delle chiese tardo-medievali in cui erano ambientati molti di questi romanzi. 

Il capostipite del genere è Il Castello di Otranto (1764) di Horace Walpole, una ghost story il cui grande successo diede l’avvio ad una serie di opere analoghe, che finirono però con lo scadere nell’imitazione pedissequa. 

Il più celebre romanzo gotico è Frankenstein (1818) di Mary Shelley, un’opera che però sfugge ai canoni di genere, in quanto per certi aspetti precorre la fantascienza. La storia di Victor Frankenstein rimane in ogni caso una delle più suggestive della letteratura ottocentesca e una delle più influenti nel campo della letteratura dell’orrore.

Edgar Allan Poe, con i suoi racconti del terrore, rappresenta un anello di congiunzione fra il genere gotico e l’horror moderno, toccando diversi topos del genere, come il castello abbandonato, il fantasma, la sepoltura da vivi, la doppia personalità, la malattia, il mesmerismo, la tortura fisica e psicologica e la follia omicida. 

Robert Louis Stevenson approfondisce il tema del doppio nel famoso romanzo Lo strano caso del dottor Jekyll e di Mr Hyde (1886)  

Con Dracula (1897) di Bram Stoker, grazie alla fusione di atmosfere gotiche ed elementi psicologici, viene portata in auge la figura del vampiro. Dracula sancisce inoltre la nascita del moderno romanzo horror, perché sino ad allora la forma narrativa prediletta per questo genere era stata il racconto o il romanzo breve. 

Lovecraft è la figura chiave della letteratura dell’orrore moderna. Lovecraft sposta la l’attenzione dalla Terra al cosmo e dalla paura della morte alla paura dell’ignoto. La sua produzione narrativa può essere suddivisa in storie dell’orrore puro, Ciclo dei Sogni e Ciclo di Cthulhu. Le opere di questo autore sono inoltre alla base della narrativa e della cinematografia horror che avrà successo a partire dagli anni ’50.

Gli anni ’40-’60 sono stati fondamentali per la codificazione del nuovo horror, nato sul solco della tradizione della letteratura dell’orrore, con influssi della narrativa lovecraftiana. Gli autori di questo periodo attuano sperimentazioni aperte anche al fantasy e alla fantascienza.

Robert Bloch è uno dei maggiori maestri dell’horror psicologico contemporaneo. Si dedica alla narrativa dell’orrore e in particolare all’horror-thriller incentrato su serial killer psicopatici, come avviene nel suo più grande successo Psycho (1959), da cui è stato tratto l’omonimo film di Hitchcock.

Richard Matheson è uno scrittore centrale per l’horror popolare degli anni ’50 e ’60. Il suo più grande successo è Io sono leggenda (1954), un romanzo apocalittico che riprende la figura del vampiro e apre la strada al filone degli zombie. 

Fra gli anni ’50-’60 l’horror ha visto uno sviluppo straordinario, tornando però a schemi più tradizionali dopo le sperimentazioni degli anni precedenti. Opere famose di questo periodo, entrambe sul tema della possessione demoniaca, sono Rosemary’s Baby (1967) di Ira Levin e L’esorcista (1971) di William Peter Blatty.   

Stephen King è l’autore moderno di romanzi horror che ha toccato i più svariati temi della letteratura dell’orrore. I suoi romanzi più celebri sono Shinig (1977), sul tema della casa infestata, e IT (1986), la storia di un gruppo di ragazzini che si trova a combattere contro la creatura omonima. Le opere di King sono caratterizzate da una grande abilità nel tratteggiare la psicologia dei personaggi, le loro situazioni familiari e sociali, e da una tendenza a unire le storie in un unico universo fantastico, grazie a rimandi e citazioni interne.

Negli anni ’90 e 2000 il genere horror ha assunto sempre più elementi splatter, come l’inserzione di scene violente e tematiche forti.  

Speriamo di avervi fornito qualche spunto da brivido per le letture di queste uggiose giornate di novembre!   


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