«Sappiate che il mio padrone…»
Il suo sguardo errabondo si soffermò su Arent, facendo sussultare il cuore del mercenario.
«… Viaggerà a bordo della Saardam. Egli è il signore delle cose nascoste: il signore della disperazione e dell’oscurità. Vi dà questo avvertimento in osservanza delle antiche leggi. Il carico della Saardam è peccaminoso, e tutti coloro che saliranno a bordo saranno colpiti da inesorabile rovina. La nave non arriverà ad Amsterdam».

Pronti a imbarcarvi sulla Saardam, direzione Amsterdam?
Attenti, però: non sarà proprio un viaggio tranquillo.
Dopo il successo ottenuto con il romanzo Le sette morti di Evelyn Hardcastle, Stuart Turton torna con il suo nuovo, attesissimo thriller Il diavolo e l’acqua scura, edito dalla Neri Pozza.

C’è poco da fare: quando un romanzo è bello, è bello e punto, e questo è il caso. Se sarete disposti a farvi guidare dall’autore in questa traversata certamente non ne resterete delusi, soprattutto se, come noi, amate questo genere narrativo. Farete la conoscenza di un gigante, di un nano, di damigelle, di moschettieri e di investigatori di mestiere e improvvisati, ma soprattutto incontrerete il diavolo. Il nemico si nasconde nell’acqua scura, serpeggia nel ponte e sottocoperta, uccide, semina panico, lascia dietro di sé soltanto una scia di sangue.
All’appello non manca nessuno e i personaggi, sebbene numerosi, sono descritti in maniera magistrale: tutti hanno un loro preciso ruolo all’interno della trama, nessuno è fuori posto. Strabiliante come l’autore riesca a portare avanti la storia per più di 500 pagine senza un solo momento di noia, soprattutto se si considera che è tutto ambientato su una nave.
Il linguaggio è semplice e scorrevole, la lettura procede spedita e senza intoppi.
Il diavolo e l’acqua scura è un thriller storico: siamo infatti nel 1634, ai tempi della Compagnia Olandese delle Indie Orientali, ma Turton utilizza le vicende storiche del tempo per tracciare la sua personale rotta, mostrando come si possa scrivere un racconto storico romanzando la storia stessa, anche perché alla fine starete lottando con tanta forza per combattere il diavolo che l’ambientazione storica sarà l’ultimo dei vostri problemi. Fidatevi del capitano Turton e lasciatevi trasportare in questa incredibile avventura, risolvete il caso, cercate di capire chi è il vecchio Tom, chi tra i passeggeri ha venduto l’anima al diavolo e perché, se la flotta partita da Batavia era composta da sette navi, un’ottava luce illumina la notta, e cercate di arrivare ad Amsterdam sani e salvi.
Solo un ultimo avvertimento: state attenti alla ore notturne, potreste sentire una voce sussurrarvi nell’orecchio…

il-diavolo-e-lacqua-scura

Leggi anche la recensione di L’ottava vita (per Brilka)


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *