«Il fatto che la casa appartenga a George Forley,» dissi, «è già quasi sufficiente a spiegare la Maledizione che incombe su di essa, se di Maledizione di tratta. C’è niente su George Forley in quelle carte?»
«Nemmeno un parola.»
«Sono felice di sentirlo. Per favore, iniziate a leggere. Trottle, perché non venite più vicino? Perché vi mortificate sedendo in quelle regioni artiche? Venite più vicino.»
«Sono già abbastanza vicino al signor Jarber.»
Jarber girò la sedia, in modo da dare completamente le spalle al mio supponente amico e domestico, e iniziò a leggere, lanciandogli le parole da sopra l’orecchio e la spalla.

Noi di Writers Of Wonderland, come ben sapete, non ci dedichiamo spesso alle recensioni di classici, che pensiamo ogni lettore abbia l’occasione di approfondire per suo conto e seguendo le proprie inclinazioni; eppure questa volta, gettando un’occhiata distratta ai nuovi arrivi in esposizione della biblioteca, ci siamo imbattute in una tale chicca letteraria che non abbiamo potuto fare a meno di condividere la nostra scoperta con voi. Di cosa stiamo parlando? Di un romanzo breve edito per Jo March dal titolo La casa sfitta – A House To Let, scritto a otto mani dalle quattro penne più dotate che avreste avuto l’onore di incontrare recandovi alla redazione di «Household Words» presso gli editori Bradbury e Evans nella Londra vittoriana: Mr. Charles Dickens, Miss Elizabeth Gaskell, Mr. Wilkie Collins e la poetessa Adelaide Anne Procter.

Immaginate le nostre facce quando abbiamo visto i quattro nomi insieme sul frontespizio del libbricino e abbiamo capito che non si trattava di una raccolta tematica di racconti, ma di una collaborazione tra quattro delle penne più dotate e più prolifiche di tutta la letteratura inglese!

Il risultato, poi, degli sforzi dei quattro titani è all’altezza delle aspettative: una casa lugubre e apparentemente sfitta da cui occhieggia, però, di tanto in tanto, un sinistro bagliore; un’anziana signora con uno spiccato senso dell’umorismo che ne osserva le stranezze e i suoi due pretendenti (un domestico con un’inclinazione per le avventure, amorose e non, e un amico di vecchia data, gentiluomo di usata galanteria) che fanno a gara per venire a capo dei suoi segreti e restituire all’amata il sonno; tre storie che ricostruiscono le vicende degli abitanti della casa, generazione dopo generazione, proprietario dopo proprietario, dramma dopo dramma, intrecciando i fili di quella che pare via via assumere gli oscuri contorni di una vera e propria maledizione…

Quattro stili diversi l’uno dall’altro (una delle sezioni del romanzo, ad esempio, è interamente raccontata in versi) confluiscono in un racconto che è un vero sfizio, ma anche un’ottima palestra di scrittura: chiunque abbia partecipato ai nostri eventi (in particolare quelli sul personaggio) sa che accordarsi allo stile e agli intenti di altri autori senza perdere la propria cifra è appannaggio dei migliori scrittori, cioè di chi sa mettersi nei panni degli altri, siano essi colleghi o caratteri immaginati.
Certo, voi non avete avuto un direttore d’orchestra d’eccezione come Charles Dickens a guidare il vostro processo creativo… ma gli sforzi congiunti di quattro WoWBoss varranno pur qualcosa, no?

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