La novella è una narrazione in prosa, reale o fantastica, con finalità di intrattenimento. Genere in larga parte assimilabile al racconto, può essere distinto da esso per la sua maggiore brevità e semplicità. La novella presenta solitamente una vicenda in sé compiuta, che si svolge in maniera lineare, spesso in una sola unità di tempo e luogo. Tuttavia queste caratteristiche non sono così rigide, e il confine fra i due generi si è fatto via via più labile. 

Le origini della novella sono molto antiche, pare infatti che abbia avuto una prima codificazione nella letteratura orientale, per poi passare nel modo islamico e cristiano. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che sia nata nell’India antica e che da lì, grazie agli scambi commerciali fra Oriente ed Occidente si sia diffusa in Europa. 

Nella letteratura greca la novella si sviluppa come genere a sé a partire dall’età ellenistica, della quale ci sono giunte le Favole milesie di Aristide di Mileto (III sec. a.C.), una raccolta di novelle d’amore e d’avventura che ha contribuito alla nascita del romanzo ellenistico.

Il mondo romano ci ha tramandato due bellissime novelle all’interno di due famosi romanzi, La matrona di Efeso, presente nel Satyricon di Petronio, e La favola di Amore e Psiche, narrata ne L’asino d’oro di Apuleio.

Tornando in Oriente, in particolare nel mondo islamico, bisogna ricordare Le mille e una notte, raccolta di novelle che vede la propria origine nel IX-X secolo, per trovare definitiva sistemazione nel XV secolo, e che presenta l’espediente narrativo della cornice, poi ripreso da Boccaccio nel Decameron. Si può dire che Le mille e una notte siano un inno al potere e al fascino dell’affabulazione. Non si può fare a meno di rimanere incantati dalla storia narrata nella cornice: il re di Persia, scoperta l’infedeltà della moglie, la fa giustiziare ed ordina al Visir di procurargli ogni giorno una nuova sposa che, dopo aver passato la notte con lui, verrà uccisa. Shahrazād, la figlia del Visir, dopo aver sposato il re, escogiterà lo stratagemma di raccontargli ogni sera una storia, lasciandone in sospeso la conclusione. Il re, curioso di saperne il finale, lascerà in vita la sposa sino ad innamorarsi di lei. Le novelle narrate da Shahrazād, spaziando fra i temi più svariati, realistici e fantastici, tratteggiano un interessante affresco della vita e della civiltà islamica. 

Per quanto riguarda l’Occidente, nel Medioevo si possono ravvisare degli antecedenti della novella negli exempla e nei fabliaux. I primi sono racconti esemplari finalizzati alla trasmissione di precetti e sono presenti anche nei Vangeli, dove vengono definiti “parabole”, i secondi invece, sviluppatisi nella Francia del XII sec, sono novelle in versi con contenuti realistici, burleschi, talvolta anche licenziosi, con lo scopo quindi di intrattenere e divertire.

La novella vera e propria ha poi un grande sviluppo in Italia, dove a partire dal Duecento nascono raccolte anonime, come il Novellino, opera di un anonimo toscano. Qui si susseguono novelle brevi, aneddoti, bozzetti di vita quotidiana, tutte caratteristiche che verranno sviluppate e portate a maturazione da Boccaccio nel Decameron, l’esempio più significativo del genere. 


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