LE CASE MUSEO DEI PIÙ GRANDI SCRITTORI ITALIANI

Il fascino delle case museo: avete mai provato il desiderio di conoscere un grande scrittore del passato, magari incontrato per la prima volta sui banchi di scuola e poi letto e riletto per anni? Se le contingenze temporali impediscono di scambiare quattro chiacchiere a tu per tu, quale modo migliore per immergersi nella vita del vostro beneamato che visitare i luoghi in cui trascorreva le sue giornate e liberava il suo estro creativo? In Italia diverse dimore di scrittori famosi sono diventate dei musei a loro dedicati, dove è possibile ammirare cimeli di pregio come carte autografe, prime edizioni, lettere, fotografie ed assaporare l’atmosfera di epoche lontane. In questo articolo vi accompagneremo nella scoperta di quelle che riteniamo essere le più rappresentative.  

CASA MANZONI

Situata in via Morone 1, nel cuore di Milano, la casa in cui Manzoni visse dal 1814 al 1873, anno della sua morte, è un bel palazzo signorile, attualmente proprietà del Comune di Milano e sede del Centro Nazionale di Studi Manzoniani. Il percorso museale è suddiviso in dieci sezioni, che propongono un excursus della vita e dell’opera dello scrittore, partendo dai ritratti di famiglia sino ad arrivare allo studio in cui videro la luce i Promessi Sposi. La casa conserva una biblioteca di circa 38.000 volumi, a cui si può accedere previo appuntamento. È inoltre sede del Centro Nazionale di Studi Manzoniani, istituito nel 1937, che cura l’Edizione Nazionale ed Europea delle Opere di Manzoni e pubblica le riviste «Annali Manzoniani» e la Collana «Quaderni Manzoni».  

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IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI

Il Vittoriale degli Italiani, edificato a Gardone Riviera su progetto dell’architetto Giancarlo Maroni, non è semplicemente la dimora in cui D’Annunzio soggiornò tra il 1921 e il 1938, ma una vera e propria cittadella, costituita da edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, giardini e corsi d’acqua, concepita per commemorare la vita del poeta soldato e le imprese degli italiani durante la prima guerra mondiale. La visita inizia dalla Prioria, la casa denominata così dal poeta secondo una simbologia conventuale, in cui spiccano la Sala del mappamondo, ovvero la biblioteca principale della casa, la Stanza del lebbroso, un luogo di meditazione in cui fu esposta la salma di D’Annunzio per la veglia privata, e lo studio del poeta, chiamato Officina, unica stanza in cui entra la luce naturale del giorno. Da tutta la casa, sovraccarica di elementi decorativi e simbolici, promana lo stile inconfondibile del vate e il suo amore per il lusso. Schifamondo è invece l’edificio che doveva diventare la nuova residenza del poeta, ma che non era ancora stato ultimato al momento della sua morte. Concepito come l’interno di un transatlantico, ospita il museo “D’Annunzio eroe” e comprende un auditorium, al cui soffitto è appeso l’aereo utilizzato dal poeta nel suo celebre volo su Vienna. La casa è circondata da un grande parco, sulla cui sommità svetta un mausoleo ispirato ai tumuli funerari di tradizione etrusco-romana e nel quale, accanto a D’Annunzio, riposano nove legionari fiumani. Tratto distintivo del parco del Vittoriale è la presenza della nave militare Puglia, utilizzata nell’Adriatico durante la prima guerra mondiale.  

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CASA DEL PETRARCA

Ad Arquà Petrarca, in provincia di Padova, Petrarca visse dal 1369 fino al 1374, anno della sua morte. L’edificio duecentesco fu donato al poeta da Francesco il Vecchio da Carrara, suo estimatore e amico. Dopo la morte di Petrarca, la casa fu oggetto di vari passaggi di proprietà, fino a quando nel 1875 il cardinale Pietro Silvestri donò la casa al comune di Padova. La casa subì varie modifiche nel corso del XVI sec, che ne alterarono l’aspetto originario, riportato alla luce nel ‘900 grazie ad un’opera di restauro. Ancora al ‘500 risalgono gli affreschi ispirati alla vita e al contenuto di alcune opere del poeta, che adornano diverse sale.   Particolarmente significativo è lo studiolo di Petrarca, luogo di lavoro e meditazione in cui sono custoditi i libri del poeta e in cui egli trovò la morte nella notte fra il 18 e il 19 luglio del 1374. All’esterno si può passeggiare nel giardino, in cui Petrarca amava riposarsi in solitudine e dedicarsi alla cura delle piante.

CASA CARDUCCI

A Bologna, in un edificio che fino alla fine del VIII secolo era un luogo di culto, poi sconsacrato e tramutato in abitazione privata durante l’occupazione napoleonica, Carducci visse dal 1890 fino al 1907, anno della sua morte. La dimora, acquistata già negli ultimi anni di vita del poeta dalla regina Margherita di Savoia, fu da lei donata nel 1907 al comune di Bologna, affinché potesse essere conservata la memoria di quello che considerava essere il «maggior poeta dell’Italia moderna», in particolare grazie al valore documentario di una biblioteca che custodisce più di 35.000 volumi, i manoscritti di Carducci e il suo epistolario. La casa museo è inoltre sede dell’Istituito a lui dedicato, che ne cura l’Edizione Nazionale delle Opere, e della Commissione per i testi di lingua, di cui Carducci è stato presidente dal 1888.      

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CASA MUSEO GIOVANNI PASCOLI

Situata a Castelvecchio Pascoli, una frazione del comune di Barga, in provincia di Lucca, la “bicocca di Caprona” venne acquistata nel 1902 dal poeta, che la scelse come ritiro di campagna, rimanendovi fino al 1912. Dopo la morte di Pascoli, la casa passò alla sorella Maria, che espresse la volontà di donarla al comune di Barga. Proprio grazie alla cura di Maria, la casa ha mantenuto l’aspetto e gli arredi originari. Un archivio raccoglie le carte di Pascoli, fra cui gli autografi della produzione poetica e letteraria e i carteggi scambiati con familiari, amici ed intellettuali del tempo. Nello studio, in cui spiccano le tre scrivanie su cui il poeta scriveva a rotazione a seconda della materia trattata (poesia latina, poesia italiana e scritti danteschi), e nelle stanze attigue trova invece spazio la biblioteca, costituita sia dall’opera omnia di Pascoli, sia dai libri in suo possesso. Di fianco alla casa vi è la cappella in cui il poeta e la sorella Maria sono sepolti in un’arca di marmo. Attualmente il patrimonio culturale conservato presso la Casa Museo Giovanni Pascoli è fruibile tramite il portale web “Giovanni Pascoli nello specchio delle sue carte”. Un intervento sull’archivio ha portato alla digitalizzazione e inventariazione informatizzata delle carte di Giovanni e Maria Pascoli, alla predisposizione di un sistema di ricerca via web e al restauro delle carte maggiormente danneggiate.

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CASA LEOPARDI

La casa natale di Giacomo Leopardi, in cui il poeta visse fino al 1830, sorge a Recanati, nel rione di Monte Morello. Palazzo in stile neoclassico, è ancora in parte abitato dai discendenti della famiglia Leopardi, mentre sono aperti al pubblico il primo piano, le sale di rappresentanza e la stanza privata del poeta. Il primo piano è occupato dalla famosa biblioteca, costituita da più di 20.000 volumi, dove è possibile vedere lo scrittoio sul quale il poeta studiava, affacciato sulla piazza del sabato del villaggio. Il piano nobile è costituito da eleganti sale affrescate, e in una di queste è possibile ammirare le tele dei “figurati armenti”, citate dal poeta ne Le Ricordanze. Passando in un gradevole giardino, si raggiunge l’ala est del palazzo, dove è possibile ammirare la stanza del poeta, con tanto di scrittoio ancora macchiato di inchiostro. Nel seminterrato invece, nei locali dell’ex frantoio, è ora allestito uno spazio espositivo che ripercorre la vita e il percorso letterario del poeta, mentre nei pressi dei giardini che fiancheggiano il palazzo e che portano al colle dell’infinito sono presenti le sedi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani e del Centro Mondiale della Poesia. Nel 2013 il palazzo è stato inoltre set del film Il giovane favoloso, diretto da Mario Martone e con Elio Germano nei panni del poeta.

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CASA MUSEO LUIGI PIRANDELLO

La casa in cui Pirandello nacque nel 1867 è un edificio rurale del XVIII secolo, situato nella contrada “Caos”, fra Agrigento e Porto Empedocle. Acquistata nel 1952 dalla regione Sicilia, consente ai visitatori di visionare i documenti che testimoniano le fasi della vita e della produzione letteraria dello scrittore, come fotografie, lettere, recensioni, onorificenze, libri in prima edizione e con dediche autografe, locandine delle più famose opere pirandelliane e una raccolta di dipinti. All’esterno, passeggiando lungo un sentiero che costeggia la casa, è possibile raggiungere l’area su cui sorge un pino, oggi sezionato perché danneggiato da una tromba d’aria, e sotto al quale giacciono dal 1961, in un’urna, le ceneri dello scrittore.

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