Che cosa si intende per “citazioni instagrammabili?”

Spesso vi sarà capitato di lambiccarvi il cervello per scegliere citazioni accattivanti con cui accompagnare i vostri post di Instagram, oppure vi sarà capitato di incappare in post corredati da citazioni del tutto avulse dal contesto, come la foto di un bel tramonto con la didascalia: Conosci te stesso. Che sia stata pronunciata dai Sette Savi o dall’Oracolo delfico, e che stia ad indicare i limiti entro i quali l’uomo deve attenersi o l’impronta divina che vi è in lui, questa frase ha sicuramente ben poco a che spartire con il sopracitato tramonto. Questo è dovuto al fatto che molto spesso citazioni di antica origine, talvolta desunte dalla letteratura, sono diventate parte del nostro immaginario quotidiano e si sono affermate nel nostro lessico abituale. Molte di esse provengono dal mondo classico, come dimenticare gli onnipresenti Carpe diem, Alea iacta est e Amor vincit omnia

Che cosa si intende per citazioni instagrammabili?

Ma cerchiamo di risalire al loro contesto originario e di vedere come il loro significato sia in alcuni casi mutato nel tempo.

Il Carpe diem oraziano è sicuramente una delle citazioni più diffuse, utilizzata nei contesti più vari per suggerire di “cogliere l’attimo”, ovvero di non perdere nessuna occasione e vivere il presente senza avere preoccupazioni circa il futuro. La citazione di Orazio, tratta dalle Odi, ha però un significato più complesso. Nascendo nel contesto della filosofia epicurea, che concepisce la felicità come assenza di dolore, il carpe diem oraziano invita l’uomo a concentrarsi sul presente, a prodigarsi per dare il meglio di sé nella costruzione della propria vita attuale, poiché del futuro non vi è nessuna certezza. Nulla a che vedere quindi con un’esortazione a cercare un piacere sfrenato senza porsi degli interrogativi sulle sue ripercussioni.

Alea iacta est è una celebre espressione che sta ad indicare una decisione incontrovertibile e irrimediabile. Se la traduzione che è stata data in italiano “il dado è tratto” può risultare a tratti oscura, la traduzione letterale “il dado è stato lanciato” è esemplificativa del suo significato. Ben più interessante del suo significato è però la sua origine storica. Svetonio, nel De vita Caesarum, la attribuisce a Giulio Cesare, che l’avrebbe pronunciata la notte del 10 gennaio del 49 a.C. nell’atto di varcare il Rubicone, entrando con un esercito in Italia e facendo scoppiare la seconda guerra civile. Da allora in poi la storia di Roma non sarebbe più stata la stessa.

Amor vincit omnia, una frase che sembra appena uscita dagli aforismi dei Baci Perugina, è invece frutto della penna di Virgilio. Citata spesso per porre l’enfasi sulla potenza dell’amore, compare nelle Bucoliche, dove il poeta elegiaco Caio Cornelio Gallo afferma di voler abbandonare la poesia elegiaca, di cui l’amore era il tema cardine, per dedicarsi alla poesia pastorale. Cornelio Gallo ritratta però subito dopo, pronunciando la frase Omia vincit amor et nos cedamus amori e riconoscendo quindi la potenza illimitata di questo sentimento.      

To be or not to be, this is the question è una delle più celebri frasi di Shakespeare, uno degli autori più amati e citati di tutti i tempi. Il quesito esistenziale che si pone il principe Amleto, se sia meglio vivere a scapito delle sofferenze (essere) o opporsi alla propria tragica condizione rischiando di incorrere nella morte (non essere) è alla base dell’indecisione che impedisce ad Amleto di agire e che viene definita “dubbio amletico”. Questa frase, trasmigrata in funzione parodica e iperbolica nel nostro linguaggio comune, se riportata nel suo contesto originario, si riferisce proprio ai dubbi esistenziali del principe danese, tormentato dal desiderio di vendicare il padre assassinato dallo zio, ma al contempo ossessionato dalle conseguenze nefaste che il suo gesto potrebbe comportare.

L’essenziale è invisibile agli occhi è una delle frasi che vengono citate più spesso per sensibilizzare a vivere senza pregiudizi, andando alla scoperta autentica dell’altro, e a non dare importanza a ciò che è superfluo. Questo grande insegnamento morale ben si accorda con il clima del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery, un romanzo per ragazzi denso di riflessioni sulla vita, l’amicizia e l’amore.  Le attenzioni che il Piccolo Principe prodiga per fra crescere la sua rosa e per addomesticare la sua amica volpe sono sicuramente un grande esempio di come la sollecitudine nell’intrecciare e rapporti umani sia un elemento costitutivo del nostro vivere sociale e di un’humanitas il cui tratto saliente è il rispetto per gli altri. 

Potrebbe interessarti anche: Storia privata e storia collettiva                                      

I


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *