SOGNO E INCUBO NELLA LETTERATURA DI TUTTI I TEMPI  

Quando si parla di sogno e incubo, viene immediatamente in mente Freud, ma se si fa un passo indietro si può vedere come l’interesse per l’onirismo sia stato trattato in letteratura sin dall’antichità, assumendo di volta in volta le tinte del sogno o dell’incubo, per rappresentare la proiezione di desideri inconsci o paure.

Nella letteratura classica troviamo un’interessante variazione sul tema nelle Argonautiche di Apollonio Rodio. Qui, nella narrazione delle imprese degli Argonauti alla ricerca del vello d’oro, si inseriscono i sogni di Medea, scissa fra il desiderio di aiutare Giasone e la fedeltà alla sua famiglia e al suo popolo. Nelle sue visioni allucinate, Medea vede se stessa lottare contro i tori a custodia del vello, a testimoniare quanto il suo inconscio la induca a identificarsi con l’eroe greco, per il quale prova un’attrazione viscerale, e come sia vano in questa donna passionale ogni tentativo di opporsi al richiamo dei desideri profondi.             

Pensando a Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate è un titolo parlante. Qui, nella finzione letteraria, il sogno è strettamente legato alla realtà assurda vissuta dai personaggi e viene utilizzato dall’astuto Puck per riportare l’equilibrio all’interno delle coppie di amanti, trascinate in triangoli amorosi da una serie di mirabolanti equivoci e peripezie.

Nella produzione shakespeariana si può trovare un altro cenno al tema, come la celeberrima citazione della Tempesta:

Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita. 

Questa affermazione enigmatica sottolinea come l’atto di sognare sia un tratto costitutivo dell’essere umano, intrinsecamente legato a lui e inscindibile da esso.

Se dal sogno si passa all’incubo, intenso come proiezione di una paura, non si può far a meno di pensare all’apparizione del fantasma del padre di Amleto, assassinato dallo zio. Questa visione allucinata e inquietante è emblematica dell’animo inquieto del principe di Danimarca, ossessionato dalla morte cruenta del padre e dal desiderio di vendicarlo.

La vita è sogno è un dramma filosofico teologico di Calderòn de La Barca, nato nella temperie culturale del Barocco europeo, e pone l’enfasi sul sogno sin dal titolo. Definito come una versione cristiana dell’Edipo re, il dramma di Calderòn sottolinea il carattere illusorio e transitorio della realtà, che assume i toni sfumati della lieve fugacità dei sogni.

L’attenzione all’onirismo è centrale nella letteratura simbolista, che crede che vi sia una realtà sottesa alla realtà apparente, attingibile tramite l’intuizione poetica. Il poeta ha quindi la facoltà di penetrare nell’animo umano per sondarne i desideri inconsci, i sogni e le paure. Per comunicare questi contenuti originali i poeti simbolisti elaborano un linguaggio alogico, che mette in correlazione gli elementi più diversi, facendo inoltre un ampio uso di figure retoriche come la metafora, l’analogia e la sinestesia.

Uno scrittore strettamente legato alle tematiche dell’onirismo è Lovecraft, un autore che ha fatto degli incubi e dei simboli dell’inconscio la sua cifra stilistica, arrivando a scrivere una serie di opere intitolata il Ciclo dei Sogni. Le storie che fanno parte del Ciclo dei Sogni sono ambientate nel Mondo dei Sogni, un luogo a cui si può accedere solo durante il sonno, e si inseriscono nel genere fantasy. 

Un altro autore che ha pervaso di suggestioni oniriche i suoi romanzi è Franz Kafka. Il processo è un romanzo in cui tutto ha la deformazione grottesca e surreale del mondo dei sogni, a partire dalla vicenda assurda di un arresto comminato senza motivo all’impiegato di banca Josef K., passando per i personaggi bizzarri e l’ambientazione straniante. Dietro alla finzione letteraria si cela però una riflessione più profonda, con la quale Kafka intende smascherare le storture della società.     

Che di sogni o di incubi si parli, la letteratura è ricca di numerose testimonianze proprio perché riflesso dei meandri della mente umana.  

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