Genere nato verso la metà del XIX secolo, il giallo appassiona ancora oggi milioni di lettori con trame avvincenti e sagaci colpi di scena. Il termine “romanzo giallo” si deve alla collana Il Giallo Mondadori, ideata nel 1929 da Lorenzo Montano per designare in Italia il romanzo poliziesco. 


I delitti della via Morgue di Edgar Allan Poe, pubblicato nel 1841, può essere considerato un antesignano del giallo, la cui nascita viene fatta risalire alla pubblicazione di Uno studio in rosso (1887), di Arthur Conan Doyle, e di La Pietra di Luna (1868), di Wilkie Collins. Pare inoltre che Doyle si sia ispirato alle abilità deduttive del protagonista di Poe per costruire il personaggio di Sherlock Holmes. All’investigatore londinese Doyle ha dedicato ben quattro romanzi e cinquantasei racconti, che hanno contribuito a consacrare la sua imperitura fama di giallista. In una fase della sua carriera, Doyle provò a separarsi dalla sua creatura, facendo morire Holmes nel racconto L’ultima avventura, per poi farlo tornare in vita in un altro romanzo, su richiesta dei lettori, ormai troppo affezionati al personaggio.

Definita “la regina del crimine”, Agatha Christie, con la sua prolifica produzione di romanzi gialli, ha dato vita a personaggi indimenticabili. Non si può certo fare a meno di rimanere affascinati dall’acume delle “celluline grigie” di Hercule Poirot o dall’infallibile intuito della tenera Miss Marple, personaggio modellato sulla nonna dell’autrice. A differenza di Doyle, Agatha Christie non volle narrare la morte dei suoi due protagonisti mentre questi erano ancora popolari fra il pubblico, quindi scrisse due romanzi, Sipario e Addio Miss Marple, in cui raccontava la loro dipartita, ma decise di farli pubblicare solo dopo la sua morte. Con i romanzi della Christie, la bucolica campagna inglese non è mai stata più intrisa di mistero e machiavellici intrighi, basti pensare che la sua produzione vanta la presenza del giallo più venduto al mondo, Dieci piccoli indiani

Altro prolifico giallista è Gerges Simenon, che con il suo commissario Maigret ha introdotto alcune varianti nel giallo classico degli autori inglesi. I romanzi di Simenon si caratterizzano infatti per una maggiore introspezione psicologica e la narrazione si focalizza sulle motivazioni umane che portano al delitto, più che sulla ricerca di indizi per smascherare il colpevole. Con Simenon la domanda che il lettore si pone passa dal chi è stato al perché ciò è accaduto. L’ambientazione dei gialli di Simenon si colloca inoltre nell’ambiente popolare e piccolo borghese, discostandosi quindi dalle ambientazioni mondane dei modelli inglesi.

Modello per il giallo italiano è Scerbanenco, autore al quale è stato intitolato il premio omonimo per la letteratura poliziesca e noir. Scerbanenco raggiunse il successo di pubblico e di critica con la serie di romanzi dedicata al personaggio del commissario Lamberti, ex medico che si trova a condurre le sue inchieste nella Milano degli anni ’60, gli anni di quel boom economico che l’autore descrive in maniera tutt’altro che edulcorata, mettendone anzi in risalto i risvolti più biechi e oscuri.

Altro giallista di spicco del panorama italiano è Andrea Camilleri, che con il suo commissario Montalbano ha fatto appassionare milioni di lettori. Personaggio di grande umanità, Montalbano si trova spesso a dover affrontare crimini in cui è implicata la mafia, piaga che funesta la sua bella Sicilia. Rende unici questi romanzi anche la presenza di altri personaggi memorabili, che la sapiente penna di Camilleri ha saputo caratterizzare grazie ad un magistrale uso della coloritura linguistica, un mix di italiano e dialetto, modellato di volta in volta sulle peculiarità espressive del singolo personaggio.    

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