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La canzone di Achille

Cosa credeva che sarebbe accaduto? Aveva davvero pensato che non lo avrei riconosciuto? Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo; lo riconoscerei anche se fossi cieco, dal modo in cui respira, da come i Leggi tutto…

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L’iris selvatico

Volevo restare come eroferma come il mondo non è mai fermo,non a mezza estate ma l’attimo primache il primo fiore si formi, l’attimoche nulla è ancora passato L’iris selvatico, valso a Louise Glück il Premio Leggi tutto…

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Prisma

Rosabelle, rispondi, parla, ti prego, rispondi, guarda, parla, rispondi, rispondi, parla. Ci troviamo a Bologna e, trotterellando per il centro città, capitiamo in una vietta nascosta, quasi invisibile ai più; una via che non sembra Leggi tutto…

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Febbre

Davanti al pregiudizio alzare la posta: meglio tacere? Lo sapranno anche i muri. Meglio tacere? Quante volte ci troviamo tra le mani una storia, magari non nostra o magari sì, che sentiamo di dover raccontare. Leggi tutto…

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Il fiore della notte

«Per me l’assassino è la quintessenza della borghesia. Snob. Pignolo. Efficiente. Omicidio a distanza. Niente di rozzo come mettere le mani addosso alla vittima. Secondo me il tuo uomo ha almeno trent’anni. Più probabilmente è Leggi tutto…

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La casa sfitta

«Il fatto che la casa appartenga a George Forley,» dissi, «è già quasi sufficiente a spiegare la Maledizione che incombe su di essa, se di Maledizione di tratta. C’è niente su George Forley in quelle Leggi tutto…