Prova, prova, prova…

Mi senti, Gigi? Ok, le cuffie sono queste, giusto? Ok, daje Ste, ci siamo…
Dopo l’intro ad hoc del gruppo del Tarquotti, L’amorte (un nome, una garanzia), sento la gola chiudersi e ho le vertigini, il timer sullo schermo del PC dello studio di radio Kaos mi osserva quasi beffardo: 5, 4, 3, 2, 1….
Gigi mi fa il “cenno”: ON AIR.

“Buon pomeriggio amici di radio Kaos, benvenuti su READ(Y), io sono Michele Piramide, menestrello e bardo di quartiere e da oggi e per i prossimi mercoledì vi somministreremo pillole di poesia e stralci d’arte”
Immediatamente tutte le paure e le ansie svaniscono nel flusso di parole e pensieri, il microfono le accoglie ed è catarsi. Ho pensato a questo programma per permettere agli altri di aprire i cassetti chiusi dei sogni, ma mi ero dimenticato, nel farlo, quanto ne avessi bisogno anche io, quanto fosse per me necessario scaraventare nel mondo il mio infinito universo interiore, prima che collassasse su sé stesso e mi inghiottisse in un dannato buco nero.
La prima puntata scorre fluida, interviene anche questa magnifica rivista per parlar di progetti, di arte e di unione di intenti; prendo un quaderno e studio le puntate successive; nello studio passano prima gli aforismi del Marzioso e poi le struggenti parole, quelle che graffiano il cuore, di Ilaria Palomba (vi consiglio “Assordanti Silenzi” del primo e “Brama” della seconda).
Questo è quello che volevo dirvi amici lettori, poeti nascosti, tormentati artisti o ermetici scrittori: fatevi avanti!
READ(Y) è un open-mic sull’underground, una lente di ingrandimento sull’anti cultura, una mano tesa se quello che hai dentro fa troppo male; è soprattutto un posto sicuro, un contenitore scevro da giudizio ma affamato di sapere, affamato di vita, affamato quasi come la tua penna.
Ecco ci siamo presentati, ora via l’imbarazzo però.
Aspetto te, fammi male, io sono qua, il tuo quaderno, il mio microfono e l’etere romano.


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