Racconta le vicende di un eroe moderno utilizzando gli stilemi del genere epico: un proemio, epiteti, frasi formulari e patronimici.

Narra, mano di Dio, del Thanatide Gatsu, che fugge da essa
brandendo la sua spada con innata ferocia, tagliando il corso del fato.
Iracondo e ottuso combatte con innata ferocia uomini, bestie e astrali.

Narrami di come con innata ferocia combatte cento uomini ben addestrati mandandoli nei Campi Elisi.
A renderlo così furente fu il fido e prode Grifone che, marchiandolo e consacrandolo nell’eclissi, gli fece perdere guerra e amore in un sol istante. Così davanti ad Apollo e tra le braccia di Nyx combatte con la sua grezza lama, troppo tozza e imponente per definirsi spada.
Intrisa del sangue dei Celesti, ora può spezzare la vita degli Immortali.

Nato da una donna già giustiziata e già nell’Ade, venne preso e accolto da una cagionevole ragazza dal corpo debole e la psiche fragile. A otto anni, Thanatos gliela portò via per volere del fato, e una notte la fece mordere a malincuore da un ratto pestifero. Il Thanatide Gatsu, sprezzante della morte, ricambiò le cure della giovane assistendola per tutto il suo viaggio verso l’Ade.

Narrami poi di Gambino, suo mentore, che se ne prese cura e lo addestrò a essere uomo e a combattere in tenera età, e nella sua spada Gatsu trovò il suo primo amico, ma Eris, gelosa di come il fratello si guardava da prendere il proprio figlio, sussurrò male lingue alla stanca mente di Gambino che, una notte, tentò di attaccarlo e mettere fine alla sua vita.

Il cuore del giovane era affranto e spaventato nel dover combattere il suo patrigno, e la morte, corsa in aiuto del figlio, impugnò la spada per lui e come per un incidente Gambino, vecchio e folle, gli cadde addosso ponendo fine alla propria vita. In punto di morte, con la mente ancora colma della discordia, maledì il giovane con tali parole:

“Bada a te, o Thanatide Gatsu, gli uomini combattono solo in guerra e per sopravvivenza, ma tu sei come una belva, non conoscerai pace e per te ogni giorno sarà guerra. Con innata ferocia morderai e graffierai come rabida fiera, facendo mille doni a tuo padre, poiché tuo padre, su volere del Fato, deciderà di volerti abbracciare.”

Christian


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *