Sei ad una festa di Halloween e hai deciso di travestirti da [inserire professione scelta], concordando col partner che indossi un travestimento da [inserire supereroe scelto]. Una volta arrivat* alla festa vai incontro a quella che pensi essere la tua dolce metà, parlandole in maniera sessualmente esplicita. Dopo aver sciorinato una proposta indecente dietro l’altra, scopri che non si trattava affatto del tuo/della tua [inserire supereroe scelto]…

«Ok, amore, hai capito? Ti devi travestire da Capitan America! Oh, non brontolare, lo so che a te piace Iron Man, ma hai perso la scommessa quindi ti tocca. Ti prometto che ti ricompenserò. Dai, ora finisco di prepararmi. Ci vediamo là! A dopo, sì sì, ti amo anch’io.»

Arrivo alla festa con il mio bellissimo travestimento da becchino, per aggiungere quel tocco horror mi son infangata un po’ scarpe e pantaloni e aggiunto qualche chiazza di sangue. Vedo che anche quest’anno è pieno di Harley Queen, però carino quel costume de Pedobear.
Ora è meglio che io mi metta a cercare il mio Steve Rogers, non sarà difficile dato che i suoi capelli lunghi e neri non sono molto adatti al personaggio.
Mi intrufolo tra la folla e lo vedo: eccolo là, al buffet ovviamente, il mio Capitan America moro. Poverino, lui odia quel personaggio, devo cercare di risollevargli l’umore.

Mi avvicino di soppiatto alle sue spalle, gli piazzo una mano sul sedere e gli sussurro all’orecchio: «Hey, Capi, ti andrebbe un bel giochino [censuriamo per i minori] nel mio carro funebre?»
Capitan America si gira con faccia sconvolta e noto che non è il mio fidanzato, bensì lo è l’Iron Man di fianco a lui. Quell’infame non ha messo il costume che gli avevo scelto.
Ok, forse non è questo il problema adesso.

Tolgo subito la mano mentre divento più rossa delle finte macchie di sangue sulla mia camicia.
Inizio a balbettare un: «Scusami tantissimo, sono mortificata, pensavo fossi il mio ragazzo…» mentre indico il finto Tony.
«Ah, tu sei Francesca quindi! Piacere mio, dovrei dire» e nel mentre scoppia a ridere.
Davanti al mio sguardo confuso si avvicina il mio vero fidanzato che mi fa: «Lui è Fabio, mio cugino! Ti ricordavi, vero, che sta da me per qualche giorno? Voleva venire anche lui e mi son sacrificato a dargli il costume di Cap, gli stava meglio che a me».

Sacrificato un corno, la mia vendetta sarà tremenda.
Ma prima vado a svolgere la professione del mio costume e mi scavo una fossa dove sotterrarmi per l’imbarazzo.

Francesca


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