Sei ad una festa di Halloween e hai deciso di travestirti da [inserire professione scelta], concordando col partner che indossi un travestimento da [inserire supereroe scelto]. Una volta arrivat* alla festa vai incontro a quella che pensi essere la tua dolce metà, parlandole in maniera sessualmente esplicita. Dopo aver sciorinato una proposta indecente dietro l’altra, scopri che non si trattava affatto del tuo/della tua [inserire supereroe scelto]…

Le note remixate di Thriller rimbombano nelle sale della discoteca Hollywood, accogliendo sin dall’ingresso l’avventore. Un quartetto di ragazzi finalmente è riuscito ad entrare e va a tentoni tra le luci più basse del solito e di color violetto, ragnatele e decorazioni appese sui muri e sui soffitti.

Uno dei ragazzi è vestito da pittore secentesco con colletto di pizzo e tutina di velluto, un altro da scultore classico con una finta coroncina d’alloro in testa (in realtà foglie di marijuana), un altro ancora da architetto in giacca e cravatta con strumenti del mestiere, l’ultimo da musicista romantico stile Beethoven con camicia bianca e fusciacca rossa al collo. Tutti e quattro, però, hanno il volto truccato da zombie-vampiro. Il Pittore guarda il cellulare circondato dagli altri.

“Dove ti ha detto che è?” incalza il Musicista.
“Pista 13, secondo piano.”
“Vestita da Wonder Woman, bionda e con gli stivali di paillettes” ricorda l’Architetto.
“Me lo ricordo com’è vestita!” protesta il Pittore.
“Ma se non ti ricordi manco di chiuderti la zip dopo aver pisciato!” obietta l’Architetto. 
“Bella, raga, andiamo!” cerca di caricarli lo Scultore.
I quattro arrivano alla sala da ballo 13, una di quelle adibite alla festa di Halloween. La versione remixata della musica di Suspiria domina l’aria.
Il Pittore si sente tremare le gambe, non vuole entrare, fa per tornare indietro, tra le proteste degli altri tre.
“Oh, dopo tutta la strada che abbiam fatto per arrivare fin qua?”
“No, raghi…”
“La prima festa di Halloween dopo due anni e ti caghi addosso così?”
“È che…”
“L’hai capito o no che siamo qua per trombare?”
“Ma cosa le dico?”

Momento di smarrimento, poi il Musicista, con fare esperto da onanista dell’anno, consiglia: “Ti avvicini da dietro, la stringi e le sussurri all’orecchio: Sono un vampiro e tu la mia bara, ti starò dentro per sempre. Puoi strizzarle anche le tette, se vuoi.”

Il Pittore è convinto, bella frase romantica. Il gruppo si sparpaglia per la sala.

Lui cerca con lo sguardo una ragazza vestita da Wonder Woman, ma ce ne saranno almeno sette, poi ricorda che è bionda. Eccola, al centro della pista, che saltella a ritmo con i suoi stivali di paillettes rosse. Con il cuore che batte forte, respirando per calmarsi, lui si mette alle sue spalle, la cinge con mani sudate e dichiara ai capelli di lei sulle sue labbra: “Sono un vampiro e tu la mia bara, ti starò dentro per sempre”. Una potente gomitata gli frattura la milza, seguita da una ginocchiata proprio all’inguine. Il Pittore barcolla, cadendo addosso ad un’altra ragazza.
Vincendo il dolore, l’aiuta a rialzarsi: “Desolato, chiedo scusa, scusa, scusa!” continua a ripetere.
“Ma che cazzo…?” balbetta lei.
“Mi dispiace tantissimo! Ti ho fatto male?”
“No, ma…”
“Cazzo, la tua scarpa! Ti aiuto a rimetterla!”

Il Pittore raccoglie lo stivale di paillettes bianche dal pavimento, continuando a darsi tra sé del coglione. Sfigato. Hai rovinato tutto. Gli altri ballerini pressano da tutte le parti lui e la ragazza, lei si appoggia alla sua spalla e si siedono ad uno dei tavolini intorno al bancone del bar. Nel buio pesto distinguono appena i contorni degli oggetti e di se stessi. “Mi sa che ho sbagliato tutto con quella tipa, eh?” sospira il Pittore.
“Già” conferma la ragazza muovendo la gamba nuovamente calzata. “Però hai un costume figo. Che sei, un Caravaggio zombie?” 
“Sì. No, è che con gli amici volevo fare una cosa da tartaruga ninja senza essere tartaruga ninja, volevo far capire che studio all’Accademia di Brera.”
“Cosa?”
“Arti visive.”
“Anch’io, allo IED!”
“Ma dai! Mi piacerebbe fare il writer di graphic novel.”
“Anch’io! Io e le mie compagne di studentato siamo venute qui vestite da eroine dei Comics, e ho litigato di brutto per poter fare Wonder Woman!”
“L’unica e sola!”
La ragazza ride. Guarda il cellulare, lo posa, delusa. “Senti, io aspetto una persona, ma ancora non si vede. Ti va di ballare?”
Mentre ondeggiano goffamente ma con buone intenzioni uno davanti all’altra, al Pittore si apre il cervello con un’illuminazione degna di Budda.
“Studentato Sempre Vergine Maria di Brera?” osa domandare.
La ragazza comprende ed esclama di rimando: “Pennello 002?!”

No, forse il Pittore non ha sbagliato del tutto.

Cristina


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