Rielabora quanto accaduto nell’evento di gioco tenendo fede alle linee guida del tuo personaggio e all’ambientazione proposta.

Il bisogno di appartenente a un gruppo, a una comunità, a un insieme di persone, a qualcosa – qualsiasi cosa – che ti dia il permesso e il privilegio di chiamarla famiglia, è sempre stato profondo e necessario per me. Non so se la mia sfortuna sia stata quella di essere, per un puro, semplice e sciocco caso, il piccolo fagottino da lanciare in mezzo all’umanità o se sia stato quello di essere trovato da un uomo fragile, scarno e triste che mi ha cresciuto come si crescerebbe un qualsiasi criceto, tenendolo in gabbia. Avrebbero potuto buttare in pasto agli uomini un qualsiasi altro bambino, che magari sarebbe cresciuto in una famiglia felice, o magari chiuso in gabbia come me, ma mentre io mi godevo la mia serena vita nella foresta di Durenval. Non sono malvagio, non sono crudele, volevo solo la mia rivincita, volevo solo la mia vendetta. Passai mesi ad attraversare nazioni, boschi, montagne per giungere alla foresta. E quando finalmente ci arrivai, si accese qualcosa in me. Vidi i bambini giocare e divertirsi insieme, vidi le madri e i padri lavorare e gli anziani chiacchiere alla luce della sera. Mi resi conto di quanto sembrassero uniti, di quanto sembrassero una comunità, una famiglia, ed era quello che avevo sempre voluto. Ma durò poco. Non ero andato li per lasciarmi prendere dal rimpianto di una vita che non avevo mai avuto, ero andato per avere giustizia. Durò poco anche la mia immagine di comunità unita. Giravano voci. Si diceva che un gruppo di persone avesse organizzato una ribellione. Volevano la pietra di Zafirenval. Era potete, e ti rendeva potente, ed era ovvio che prima o poi qualcuno avrebbe cercato di sottrarla al principe. Erano ingenui, tutti. Andavano di notte a confabulare nei boschi, a organizzare le loro stupide rivolte, senza accorgersi che, dietro all’albero intorno al quale si stava organizzando una rivolta senza precedenti storici, qualcuno stava origliando: io. Rubare la pietra sarebbe stata la vendetta perfetta, pensai. Ero solo, e non ero sciocco, sarebbe stato difficile, ma ci sarei sicuramente riuscito prima di quegli stolti. Così mi organizzai: rubai una fiala di pozione appartenente al Cavaliere dei Draghi, così da non poter essere ucciso dagli Elfi Scuri che, se avessero scoperto il mio piano, non si sarebbero fatti scrupoli nell’ammazzarmi. Mi Immaginavo già in possesso della pietra. Potente, il più potente. Il più potente di un regno che mi aveva abbandonato, che mi aveva rifiutato, che mi aveva lasciato nelle grinfie della crudeltà e della solitudine. Avrei fatto pagare un prezzo molto alto a tutti loro.
E avrei costruito il mio nuovo regno, la mia nuova famiglia. 


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