CORRIERE DELLA SERA, 6 MAGGIO 2021
Stamattina alle 7:30 è stato ritrovato un cadavere sul fondo del Naviglio. I sommozzatori si erano recati presso il Naviglio Grande per iniziare la bonifica dei detriti dell’incidente della scorsa settimana. Oltre ai resti del camion, che si era rovesciato all’interno del canale, si sono accorti della presenza di un corpo ormai cianotico incastrato sotto una roccia, appartenente a una donna sulla trentina, la cui identità ancora non è ancora stata confermata.

TRACCIA A
Sei l’assassino; leggendo l’articolo di giornale sorridi, ripensando a come si sono svolti veramente i fatti…

Tu hai sempre sognato di apparire sulla prima pagina dei giornali. Anche sulla cronaca nera andava bene. Certo, non come cadavere ritrovato nel Naviglio…
“Ormai cianotico”, tu che tenevi tanto al tuo aspetto e desideravi spendere tutta la tua parte del bottino in esclusivi prodotti di bellezza e capi firmati. “Mi faccio la Vuitton vera!” dicevi sempre. Del resto volevamo le stesse cose, per questo andavamo così d’accordo. Ma che sarebbe andata così non l’avevamo previsto. Nulla è andato come volevamo. Solo sei mesi fa eravamo due impiegate d’ufficio di Famagosta incapaci di andare più in là di Lampugnano, il cui fine ultimo era diventare le imperatrici dello shopping di via Montenapoleone. Ecco, in questo eravamo diverse: a me non dispiace scoprire i nuovi templi del lusso come Citylife, anche se sono difficili da raggiungere, mentre tu non volevi mai allontanarti dal balcone di casa tua. Grande, per carità, pieno di piante fiorite, erbette, col dondolo, il tavolo allungabile e il set da barbecue, ma per te il mondo iniziava e finiva lì. Eravamo sul tuo balcone quando ci è venuta la grande idea: basta comportarsi bene. I grandi, quelli che forgiano il mondo, diventano grandi perché si prendono quel che vogliono fottendosene delle regole. 

Abbiamo iniziato in centri commerciali di provincia, è vero, ma la merce dei brand è la stessa dappertutto. Un paio di parrucche, occhiali da sole, un falso accento straniero e quei corner diventavano nostri. Tu distraevi i commessi mentre io facevo man bassa di ciondoli Tiffany, Rolex, diamanti e charms preziosi. Ci sapevi fare: chiunque, giovane, vecchio, uomo o donna, cadeva nella tua rete di fascino e manipolazione. Non ho mai capito come facessi. E quando si rendevano conto del furto era troppo tardi: i gioielli erano spariti, e noi con loro. Parrucche e quant’altro dato alle fiamme. Sul barbecue del tuo balcone. Le bistecche venivano buonissime. Sì, stava andando tutto a meraviglia. Troppo a meraviglia.

Ma è stata una tua idea affittare su internet (quanto abbiamo riso per il nickname GoodGirl che avevi scelto!) il camion con l’intenzione di sottrarre tutta la nuova collezione Primavera-Estate di Michael Kors, interamente ricoperta di inestimabili pietre preziose, subito dopo la sfilata! E quando Dimitri ci ha scoperte sei stata tu a proporgli di entrare nel giro con noi, sfoderando uno di quei tuoi sorrisi pieni di promesse a cui era impossibile resistere. Ci sapevi fare, ci sapevi fare così bene che adesso, sul tuo balcone, volevi sempre stare sola con lui, mano nella mano, bocca a bocca, coso a cosa, a sussurrare insulse smielatezze. E non ti accorgevi che lui era meglio di quel che meritassi, e non doveva sporcarsi le mani con il crimine. Me l’ha confidato tante volte a bassa voce, per paura che ci sorprendessi. Quello che è successo dopo non doveva accadere ma è accaduto. L’amore non si può pianificare. Hai commesso l’errore più grande: mi hai sottovalutata. Non facevi più parte del quadro, anzi, eri diventata solo un peso. Così infantile, petulante, limitata. Così stupida.

Il piano mio e di Dimitri è stato perfetto: il furto è avvenuto come previsto, ci siamo allontanati senza che nessuno ci scoprisse, abbiamo nascosto la refurtiva in un vecchio magazzino dietro via Argelati. E abbiamo brindato con lo champagne più costoso in bicchieri di plastica tenuti per l’occasione. Tu hai detto che il tuo aveva un sapore strano, ma del resto era la prima volta che bevevamo champagne. Per te anche l’ultima, visto il mix di farmaci mortali che ci avevamo messo dentro. Era notte fonda, e la Darsena fiocamente illuminata, vuota per il lockdown.

Guidavo io, e non avrei mai pensato che fosse così divertente far schiantare un camion di diverse tonnellate contro un parapetto per farlo precipitare nel canale. Io e Dimitri siamo balzati giù appena in tempo, poi io mi sono nascosta e lui ha recitato la parte del camionista ubriaco e confuso per la polizia stradale. L’ultima volta che ti ho vista eri priva di sensi sul retro del camion. Eri già morta? O sei annegata? Mi chiedo se hai sofferto. Ma dopotutto tu dicevi sempre che bisogna pensare solo a se stessi, e ti ho ascoltata. Come sempre.

Cristina


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