CORRIERE DELLA SERA, 6 MAGGIO 2021
Stamattina alle 7:30 è stato ritrovato un cadavere sul fondo del Naviglio. I sommozzatori si erano recati presso il Naviglio Grande per iniziare la bonifica dei detriti dell’incidente della scorsa settimana. Oltre ai resti del camion, che si era rovesciato all’interno del canale, si sono accorti della presenza di un corpo ormai cianotico incastrato sotto una roccia, appartenente a una donna sulla trentina, la cui identità ancora non è ancora stata confermata.

TRACCIA B
Sei il detective e sei appena arrivato sul luogo del delitto per cercare qualche indizio che possa metterti sulla buona strada…

A Milano non trovi un semaforo verde neanche a pagarlo.
E non posso manco mettere la sirena perché non è un’emergenza. La morta mica si squaglia. Vabbè, se poi pure questo sta fermo col verde a guardare la Madonna… dai!
Non sarà sicuro un gran caso. La ragazza sarà stata coinvolta nell’incidente della settimana scorsa. Ovviamente nei verbali non risulta la presenza di un’altra ragazza a bordo, e neanche di civili coinvolti. Niente denunce di persone scomparse durante la settimana. Ma sai che roba: si sarà trovata al momento sbagliato nel posto sbagliato. Un incrocio del destino dove ti cade addosso un camion e finisci sul fondo del Naviglio. Oltre a questo sei single e magari una libera professionista, quindi semplicemente a Milano non frega niente di te, anche se sparisci.

I sommozzatori hanno fatto un bel lavoro. Me lo ha detto Magda al telefono, ma lei che ne sa? Non è neanche andata sul posto. Non è che se il tuo ragazzo fa il sommozzatore allora tutti i sommozzatori sono bravi. Vabbè, spero davvero che saranno stati così bravi da raccogliere anche campioni di detriti, fango e particolari dove hanno trovato la ragazza, così facciamo presto a mettere insieme tutti i pezzi. Non della ragazza.
Mi han detto che anche se le è caduto addosso un camion era intera. Solo cianotica, visto che sta nell’acqua da una settimana.

Solita folla di milanesi incuriositi.
Peccato però che se poi riescono ad averla vinta e rubano uno sguardo del corpo pochi di loro riusciranno a dormire nei prossimi giorni. Non guardare quello che poi non puoi cancellare. Non chiedere quello che non vuoi sapere.

Solite menate appena arrivo.
Firma qui, firma là. Due chiacchiere coi sommozzatori, giusto per capire se come dice Magda son stati bravi o sono dei cretini. Son stati bravi.
Con non troppo entusiasmo mi dirigo verso la vittima dell’incidente e quando la vedo stesa sul telo bianco mi pervade un senso di eccitazione pazzesco, tanto da mettermi a disagio: non vorrei che qualcuno lo notasse. Strabuzzo gli occhi e non sto aspirando il cigarillo con la regolarità con cui l’ho fatto mentre passavo dalle transenne e parlavo coi sommozzatori.
È omicidio. Non siamo davanti alla solita cagata. Non lo spacciatore o il barbone che accoltella il volontario di Opera San Francesco. Va bene, devo cercare di rimanere sobrio, non voglio mica passare come quello che spera di trovare il caso particolarmente violento che lo allontani dalla accidiosa routine dell’investigatore metropolitano.

È omicidio, dico. Mi chiedono come lo so e io devo spiegare agli incapaci che prendono il mio stesso stipendio quello che è sotto lo sguardo di tutti. Sorvolo sul fatto che sono l’ultimo ad essere arrivato sulla scena per un mero obbligo giurisdizionale, visto che è la mia zona e ho un obbligo di controllo.
Non vedono che c’è il segno di qualcosa che teneva legati i polsi. Non lo vedono perché quel qualcosa non c’è più. Particolarmente degradabile a contatto con l’acqua? Non lo vedono probabilmente perché il corpo è gonfio e questo farà sfuggire ai più che invero, anche se in questo stato non sembra, si tratta di una donna particolarmente bella. Non ce la fanno ad avviare il tasto rewind nella testa e togliere il turgore, cancellare le centinaia di graffi, notare il mancato rigonfiamento dei polmoni tipico dell’annegamento. Non ce la fanno perché la gente, nel 2021, usa il computer e i programmi di ricostruzione, con cui sostituisce qualsiasi barlume di fantasia e creatività. Ad ogni modo non serve essere creativi per accorgersi che manca la botta del camion che l’ha spinta in acqua. Mancano segni di colluttazione o rigonfiamenti e segni evidenti di fratture per un urto di tale portata. Questa povera anima è stata tenuta chiusa, sequestrata per ore prima di essere buttata ad arte in un incidente che cascava a fagiolo, proprio in zona. Le avevano messo lo scotch sulla bocca, quello solito nero che incolla un sacco. Lo strappo per non lasciare tracce del tentativo di ammutolirla ha fatto una ceretta parziale e rettangolare, lasciando dei peletti appena sotto la narice.
Se non ci fossero stati i segni sulle mani, così nascosti da tutti gli altri graffi dovuti ai detriti, avrei semplicemente dedotto che la donna aveva una pessima estetista. Invece più probabilmente aveva un pessimo ragazzo, e quando dico probabilmente intendo in una probabilità dell’82,4%. Oppure da uno zio o un padre particolarmente scontento della condotta della figlia, quotati al 48,6%.
Ad ogni modo è stata picchiata per diverso tempo prima di arrivare a questo epilogo.

Mi chiede come faccio a saperlo.
Io mi chiedo invece chi è questo ragazzino. Mi è nuovo nella squadra, sarà un tirocinante. Ad ogni modo, non mi frega niente di questo. Non mi interessa del perché so queste cose.
La cosa che mi interessa e che mi fa tanto eccitare è che non si tratta del solito femminicidio. Qui sotto c’è qualcosa di più raro di un fenomeno che occupa la pole position degli assassinii.
Come faccio a saperlo, insiste, e io non so se spiegargli che in effetti è evidente dalle sue scarpe da 1.750€, le mie preferite dal catalogo D&G della scorsa collezione.

Samuel


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