Racconta una storia d’amore dal punto di vista di una donna, un side character, che osserva l’incontro tra i due innamorati e che sia un minimo coinvolta nella storia, specificando perché è coinvolta e soprattutto con che intenzione sta osservando.

Non so perché mi ostini ad accompagnare Carla ai suoi primi appuntamenti.
Era una cosa che facevamo da ragazzine, una cosa goliardica, ridevamo per ore parlando delle facce del povero ragazzo di turno al vederci arrivare in due, ma ora sta diventando ridicolo.
Un tempo mi divertivo, almeno aveva il buongusto di scegliere dei ragazzi con qualcosa da dire, o per lo meno in grado di mettere due parole in fila.
Ma da quando si è lasciata con Matteo la quantità ha soppiantato completamente la qualità.
Come si fa a pensare anche solo per un secondo di uscire con un uomo che si presenta al primo appuntamento con una canottiera? UNA CANOTTIERA.
Tinder ha rovinato più me che lei.

Oggi non ho davvero voglia, non ho voglia di sentirmi dire quanto sia bello andare in palestra e di quante proteine al giorno mangia o peggio ancora di quanti classici russi ha letto – odio quando si sceglie i radical chic menosi con il cardigan e gli occhiali di tartaruga.

Non capisco perché mi ostini ad andare, i primi appuntamenti sono una vera merda.
Odio i locali da primo appuntamento, odio quando comprano una rosa dal cingalese anche per me, odio le risate finte di Carla alle sue battute, odio essere tirata in mezzo per rompere il ghiaccio.
Stasera mi sono dovuta pure vestire bene, la porta in quel locale fighetto dove i cocktail costano quindici euro e la musica è talmente alta da farti sgolare.

Non ho voglia di essere tutta sorrisini e risatine davanti all’uomo che potrebbe sottrarmi l’amore della mia vita.

Eccolo che arriva, è pure in ritardo.

Alberto Gaviraghi


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