Scrivi una storia d’amore che abbia come protagonista il cibo.

Come tante altre storie simili, questa storia vede due amici d’infanzia protagonisti. Lui e il piccolo Willy, infatti, si erano conosciuti praticamente quando quest’ultimo aveva appena smesso di succhiare il seno di sua madre.
Inizialmente, lui e Willy non si sopportavano. Quando lo vedeva, Willy si lanciava in versacci, sputava perfino. Lui invece gli veniva vicino, tenuto dalla mamma di Willy, fin sotto la bocca, ma Willy girava il capo, disgustato.
La mamma di Willy doveva spesso ricorrere alle maniere forti per farlo star buono e mandarne giù la presenza. Il piccolo Willy, però, non perdeva mai occasione di fargli i dispetti: lo buttava giù dal seggiolone, lo lanciava in giro per la stanza con forza, nonostante fosse un bambino alquanto smunto e magrolino.

Quando Willy diventò più grande, però, le cose tra loro iniziarono a cambiare: Willy iniziò a cercarlo di sua iniziativa, continuamente. Il pomeriggio, nell’ora dei giochi, si poteva vedere Willy trotterellare in cucina, arrampicarsi sugli scaffali e rischiare l’osso del collo mentre cercava di trovarlo nei suoi nascondigli.
Una volta iniziato l’asilo, a Willy capitava di scoppiare a piangere perché non vedeva l’ora di rivederlo. Questo idillio era malvisto però dai genitori di Willy, che temevano per il suo futuro. Infatti quando per Willy arrivò la pubertà, il rapporto tra loro due era ormai chiaramente morboso. Non c’era posto dove Willy andasse senza portarselo dietro. Erano sempre insieme: a scuola, dagli amichetti, dal medico perfino (che non si risparmiava nelle tirate verso la madre, la quale taceva, mortificata).
Certo, i genitori di Willy avrebbero semplicemente potuto vietargli di vederlo così spesso. Quando c’avevano provato, però, Willy si era lanciato in tal crisi di pianto, in tali isterie, che in breve si erano immediatamente arresi. 

Fu così che Willy crebbe stretto in quel rapporto malato mentre la sua vita si andava allargando: era arrivato infatti il tempo delle prime cotte e dei primi pruriti. Gli amichetti di un tempo portavano gli interessi al di là del giochi e delle buffonate, alle femmine, non più nemiche ma obiettivi.
Willy, però, aveva lui e tanto gli bastava. Si erano lanciati anche nelle sperimentazioni: spesso si chiudeva in cucina con lui e, di nascosto dai genitori via fino a sera, accendeva i fornelli e si lanciava nel preparare i manicaretti, ispirato da quell’amore così profondo e travolgente che condividevano.
Quando sua madre rientrava, trova ovunque tracce di quelle segrete liaison e si infuriava. Willy però faceva il finto tonto, come se non avesse mai combinato nulla.

Quando però l’adolescenza arrivò nel pieno, ecco che accade. Willy incontrò Giulietta: bionda, slanciata, occhioni grandi e languidi, bocca sottile. Era bellissima. Senza neanche sapere come, se ne scoprì innamorato. Inizialmente questo non portò grande scompiglio fra loro. Willy lo cercava un po’ meno spesso, perso com’era nelle sue fantasie, ma i loro pomeriggi insieme continuavano più o meno sereni. Quando però Willy, facendosi coraggio, provò a farsi avanti, ecco che si ritrovò schernito. Certo, era da tempo abituato ad essere preso in giro. Non era tipo da darci peso ma quando fu lei, dopo averlo squadrato per bene, ad apostrofarlo in modo tanto semplice quanto terribile, Willy ne restò molto ferito.
Ci fu allora, tra lui e Willy, il primo dei grande litigi. Per giorni, Willy non volle sapere più nulla di lui. Deperiva, stava male, ma non voleva neanche vederlo. Diceva che era tutta colpa sua, se Giulietta non lo voleva, che lui gli dava la nausea. I genitori, ingenuamente, furono dapprima contenti di questa improvvisa rottura, salvo poi spaventarsi per gli effetti che il suo perdurare aveva sul figlio. Per fortuna (o sfortuna) dopo poco Willy cedette e ritornò a passare con lui ancor più tempo di prima.
Il suo tormento però cresceva, le prese in giro di Giulietta aumentavano soltanto, e così Willy trasformò quella stabile relazione malata in un tossico tira e molla, tra periodi di lontananza e altri di ossessivo riavvicinamento. Il suo fisico stesso, oltre che il suo spirito, ne finì segnato, ma le cose andarono avanti così senza che nessuno potesse davvero farci niente. I genitori, infatti, assistevano, distratti e impotenti, al terribile mutante del figlio, finché un giorno Willy ebbe un mancamento.
Gli insegnanti, allarmati, chiamarono l’ambulanza. Medici e infermieri gli si misero attorno. Da lontano, tutti i suoi compagni, perfino Giulietta, si affacciavano preoccupati su di lui. Fu allora che i genitori, finalmente, non ne poterono più e, preso il toro per le corna, decisero che sarebbero stati loro a gestire la loro relazione, almeno finché Willy non fosse diventato più grande e autonomo. 

Inizialmente, le cose sembrarono migliorare. Willy si era ristabilito e anzi, miracolo, non era mai stato tanto bene! Perfino Giulietta l’aveva notato. Poi, però, quando, la prima sera in discoteca della sua vita, Willy le chiese di ballare e lei, facendo prima finta di accettare, lo portò in mezzo alla pista per umiliarlo in coro col solito sfottò, dentro Willy si creò una nuova, immensa frattura che, inevitabilmente, stravolse ulteriormente il rapporto di Willy con lui. In apparenza, il rapporto tra i due era più disteso che mai. Dimenticati gli eccessi del passato, Willy aveva appuntamenti fissi e limitati nel tempo. Nel buio della sua camera, però, Willy si lasciava andare ai suoi impulsi e, trascinatolo in incontri proibiti, ne correva dopo in bagno, disgustato da se stesso. Lo assaliva allora una strana nausea che non riusciva a placare neanche ficcandosi le mani giù, giù, fin dentro l’anima. 

Passarono anni terribili. Giulietta era da tempo storia passata, andata al linguistico mentre Willy allo scientifico, ma per Willy le cose si erano messe male: allontanatosi sempre più da tutti, cercava ogni scusa per non andare a scuola, fino al punto di restare indietro un anno. I genitori, preoccupati, lo portarono quindi dallo psicologo. Lui però, durante le sedute, non parlava, si limitava soltanto a ripetere, meccanicamente, che andava tutto bene.
Le cose continuarono un po’ così, finché Willy l’ultimo anno non incontrò Luisa. Luisa era tutto il contrario di Giulietta: mora, formosa, dolce e timida. Parlavano spesso di tante cose. Finché, un giorno, Willy si lasciò scappare qualcosa e, da allora, Willy e Luisa non parlano più. 

In quel momento anche in Willy si ruppe definitivamente qualcosa e, prevedibilmente, la risposta di Willy fu rompere definitivamente con lui. Davanti agli altri mantenevano ancora le apparenze di un rapporto ormai freddo ma cordiale. Willy però in realtà lo sfuggiva, ormai pieno di odio, e finiva con lo sputarlo, perfino, quando lo vedeva. 

Le cose sarebbero continuate così, non avesse il suo fisico ceduto davanti a quel tormento. Quando Willy finì ricoverato, fu il momento di affrontare la realtà: quello non era un amichetto qualsiasi o una ragazza con cui poteva rompere quando voleva. Lui non avrebbe permesso in alcun modo a Willy di lasciarlo. Se Willy l’avesse abbandonato, gliel’avrebbe fatta pagare con la vita.
Realizzata questa terribile minaccia Willy finalmente si arrese ed iniziò a parlare col suo terapeuta. Nel corso di quelle sedute, vennero fuori molte cose, tutto quanto c’era di sbagliato nel loro rapporto. Venne fuori come Willy scappasse da lui, ogni volta che stava male, ad ogni ora del giorno e della notte, come se ne cercasse il conforto ogni volta che si sentiva insicuro. Come lo avesse in realtà usato solo per riempire un vuoto più grande: quello lasciato dai suoi genitori, finti presenti e troppo egoisti per amarlo davvero. Come quell’amore così grande che Willy credeva di provare fosse ormai da tempo una prigione.
Eppure, l’aveva capito, non poteva lasciarlo. Perché lui era parte della vita. Willy dovette imparare a conviverci e averci una relazione più sana. Eresse dei confini, si lasciò alle spalle le nottate di ossessiva passione per scoprire, anzi, riscoprire un modo più sano di trascorrere del tempo assieme con lui, come quando era bambino e si rinchiudevano in cucina.
Così, dopo il liceo, Willy si iscrisse ad una scuola di cucina e alla sua prima ragazza regalò una torta di compleanno multistrato per il loro primo mesiversario. Qualche anno dopo, con un’altra, il grande amore, mentre lei gustava il delizioso arrosto con patate che le aveva preparato per S. Valentino mentre lui si accontentava della sua solita insalata, Willy si sorprese a pensare che, certo, il cibo era sempre rimasto lì, ma che, finalmente, aveva imparato a volergli bene davvero e, nel farlo, a volerne anche a se stesso.

Vincenzo


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