Costruisci un racconto di paura che contenga i seguenti elementi:
luogo – una strada di montagna innevata;
psicopatia dell’assassino – soffre di personalità multiple;
oggetto di scena – un crocifisso;
numero di morti – quattro.

Il reverendo Joe si sentiva inquieto. Troppe persone erano andate da lui a confessarsi ultimamente e, molte di queste, gli avevano riferito cose strane. Strani ululati, porte che si aprono e si richiudono nel cuore della notte, presenze misteriose… Un connubio di eventi soprannaturali ed inspiegabili.

Da un paio di mesi Belleville non era più la stessa. Tre morti. Ben tre morti sbranati da i lupi nel bosco, o almeno così si diceva in giro. In realtà, la causa della morte di quelle quattro anime non era ancora chiara. Quel che si sapeva è che avevano detto addio alla vita a causa di ferite profonde dovute a dei mortali morsi animali. Il reverendo aveva provato a recarsi dallo Sceriffo Smith, ma sulle indagini c’è il massimo riserbo. O almeno, così gli è stato detto.

Con questi pensieri, il reverendo Joe prepara la sua cena. I pensieri sono tanti, così pressanti da togliere il fiato. Il reverendo si sente smarrito, non riesce a comprendere cosa lo turbi così nel profondo e, a furia di rimuginare, arriva a dimenticarsi dell’arrosto in forno. Questo finché l’odore di bruciato non lo riporta alla realtà.

Panico, odore di carne bruciata, aria soffocante. Ci vuole un bicchiere di vino, forse due o tre, anche se non è ancora ben chiaro se un uomo di Chiesa possa o meno ubriacarsi. Nel dubbio meglio un buon scotch. Due bicchieri di buono scotch aiutano il reverendo a ritornare alla realtà.

Il forno comincia ad emettere rumori strani. 

“Maledetto arrosto” esclama il buon uomo di Chiesa a stomaco vuoto. Ma forse non è il forno e non è l’arrosto, ma solo lo scotch. E ancora rumori inspiegabili. 

“Che cosa sta succedendo?”

Il reverendo si alza dalla sua poltrona vecchia e stinta per controllare quel che resta della sua cena. Apre il forno e davanti a lui si presenta un’immagine raccapricciante: un cuore umano pulsante completamente bruciato. Impossibile non urlare e vomitare bile per il disgusto.

“Cosa diavolo sta succedendo?! E come ci è finito un cuore umano in casa mia?”

L’uomo è completamente sotto shock e non può credere che un tale affronto sia avvenuto nella casa di Dio. Un boato fa cadere il crocifisso ben fissato sopra la poltrona del reverendo. La terra trema, il mondo gira. 

“Cosa sta succedendo?”. Il reverendo, ancora terrorizzato, cade a terra perdendo i sensi.

È notte fonda a Belleville, ma più mi guardo intorno e più la luce diventa chiara. Tutto sta prendendo forma. Il piano si sta realizzando. Questa notte succederà. Questa notte il quarto morto illuminerà la mia strada.

Il reverendo si risveglia. È oramai mattino, ma cos’è successo? Perché era steso sul pavimento e sentiva tutti quei dolori?

Si guarda in giro. Tutto sembra essere normale. La casa è pulita ed in ordine, a parte il crocifisso che è conficcato nella sua vecchia poltrona. Dei vaghi ricordi riaffiorano nella sua mente: aveva bevuto dello scotch e aveva bruciato la cena, ma tutto sembra essere perfettamente in ordine.

“Mah, forse ho solo bevuto troppo.”
Con questo pensiero il reverendo Joe esce di casa per andare a dire Messa e subito intorno a lui il vociare si faceva più intenso. Le strade innevate, le persone.

“Reverendo, reverendo, ha sentito che questa notte i lupi hanno sbranato la figlia di Carter?”
E ancora: “Reverendo, qui c’è la mano del Diavolo”.

Il Diavolo… Come se ad un’entità di questo genere interessasse interferire con la vita di un paesino tranquillo come Belleville. Tzè, che sciocchezze.

Il reverendo si reca in Chiesa. Mancano ancora quaranta minuti prima della messa. Giusto il tempo di riflettere un po’ e recitare un paio di preghiere.

“Ma che succede?”
Ancora il reverendo non capisce. Intorno a lui il crocifisso comincia a volare. Quello è il segno. Lui sta tornando. Ed è proprio nella casa di Dio che compirà la sua vendetta.

Il reverendo non è più il reverendo.
Lo è all’apparenza, ma è Dick ad averlo preso.
Il buon uomo tira fuori la sua dentiera animale ed attende così l’inizio della messa.

Valentina Baldon


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