Il tuo migliore amico sta per presentarti, finalmente, la sua nuova ragazza, di cui ti ha tanto parlato; non appena incroci il suo sguardo la riconosci: è stata la fidanzata di una tua cara amica… Descrivi l’incontro usando la tecnica del flusso di coscienza.

Io non capisco perché J debba sempre scegliere posti così per i nostri incontri: neon accesi, troppo luminosi, posti affollati dove bisogna sempre alzare la voce, luoghi ostruiti dal vociare incalzante e dalla folla compressa, ammassata al punto che se non fosse per i capelli rossi non lo vedrei.
A volte credo che lo faccia apposta, è il suo modo per farsi notare, questo. Sa benissimo che i suoi capelli, così folti e ricciuti, sono la sua caratteristica più marcata e così ci tiene a metterli in mostra, soprattutto oggi che un sorriso a trentadue denti illumina il suo viso lentigginoso.
Ci abbracciamo. Sento che ha messo un profumo nuovo, più forte. Mi infastidisce, ma non glielo faccio notare. Mi infastidisce soprattutto perché ho la sensazione di averlo già sentito.
Lei non è ancora arrivata. Lui me ne parla.
Sara. Pronuncia il suo nome più volte, quasi staccando ogni lettera, assaporandolo in bocca. Lo ascolto ma intanto penso alle cose più strane…

…che posto di merda. Il caffè fa schifo. Che palle, perché sono qui? Ah già, per lui, per conoscere questa tizia. Oh, ci mancherebbe, lo rende felice. Dopo tre anni di totale calma piatta sentimentale è normale che J sia così contento. Continuava a tormentarmi sul fatto che stesse tornando vergine da quanto non scopava… sarà al settimo cielo. Certo, c’è stata quella volta che con Marta… oddio, non devo nominare Marta davanti alla tipa, ricordati di NON NOMINARE MARTA e quello che è successo a Capodanno. Ma cosa mi sta dicendo? Oddio, eccola. È carina, ha i capelli chiari ma troppo corti, le mettono in risalto le orecchie a sventola. Gesù, come sono cattiva, basta guardarle le orecchie. Le dico che mi piace il suo vestito ed è vero, mi piacciono le decorazioni con le farfalle.
Di nuovo quel profumo, prima su di lui, ora su di lei, stesso odore, ma che cazzo, scherziamo? Apriranno anche un profilo di coppia? Dove cazzo ho già sentito questo profumo? Marta… ma perché penso a Marta? Non si nomina Marta con J, non dopo quello che è successo a Capodanno, non dopo che lei, ubriaca, l’ha limonato senza pietà e poi l’ha invitato in camera e… ma NON SI NOMINA MARTA!
È carina. Mi fanno tenerezza, si toccano spesso, ma in modo dolce. Ora lei mi sta dicendo che lui è l’eleganza fatta persona. Oddio, non l’ha mai visto ruttare dopo un kebab alle tre di mattina e bestemmiare perché non trova mai le chiavi però sì, possiamo dire che a modo suo è elegante, non è proprio il peggio che ho visto. Poi siamo amici da tanto, è normale che con me abbia meno ritegno. Ora, per almeno tre mesi, lui sarà un damerino che la ricopre di complimenti, doni e che abbassa sempre la tavoletta del water.
Lei ordina uno spritz aperol con ghiaccio e due spicchi di arancia. Ma perché due poi? Che poi pure Marta ordina sempre due spicchi. Oddiosanto basta pensare a Martaaaa! Non c’entra un cazzo questa con Martaaaaa! Non si nomina Martaaaaaa!
Questo odore mi fa pensare alla camera di Marta a Capodanno. Lo sapevano tutti che Marta era fidanzata con una. Solo quel coglione di J non sapeva un cazzo come al solito. È venuto a chiedermi un profilattico. Perché chiedi un profilattico alla tua migliore amica?! Quando ha detto che lo voleva usare con Marta stavo per ribaltarmi dal ridere ma gliel’ho dato lo stesso; cosa non si fa per un amico?
Volevo solo riprendere il cappotto. Prendere il mio cappotto dalla camera di Marta e andare via. J mi ha detto di muovermi, tutto gasato. Quando ho aperto la porta ho constatato che la camera era occupata. Da Marta appunto. Che non era sola. Ammetto di aver fatto la bastarda quando mi sono messa a ridere senza ritegno, piegata in due, con le lacrime agli occhi. J ha dato solo un’occhiata, si è impietrito, ha girato i tacchi e se ne è andato via. Orgoglio ferito. Massima ignominia. Disonore su di lei e sulla sua mucca.Se J fosse rimasto un secondo di più avrebbe visto la seconda persona emergere dalle coperte, la seconda persona con il profum…

…OHPORCADIQUELLAMARRANACANTAMIODIVADELPELIDEACHILLELIRAFUNESTACHEINFINITIADDUSSELUTTIAGLIACHEI! Non è possibile! Oh dei! Oh Jesus Christ Superstar! È LEI! Oddio! Oh cazzo! Nononononononononononono…
Sto ancora dicendo mentalmente no quando loro si alzano. Mi salutano con un cenno. Sulla porta lei si volta, mi strizza l’occhio e, mettendosi in modo che la veda solo io, si mette un dito sulle labbra e sorride.
E adesso? Che faccio con J? Glielo dico? Non glielo dico?
Alla fine cosa ho visto veramente? Era reale? Forse mi faccio troppe paranoie mentali, come al solito.
Spero che glielo dica lei.
Io, al massimo, gli dirò che questo nuovo profumo fa veramente cagare.

Francesca


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