Quando ero un po’ – ma non troppo, dai – più piccolo avevo un gruppo di amici, formato da quattro persone, le più mitiche del mondo: Andrea, Daniele, Francesco, e io, Luca, il più giovane del gruppo. Parliamoci chiaro, il solito gruppo un po’ sfigato. Ma, come tutti i gruppi un po’ sfigati che si rispettino, avevamo un rito: al compimento del diciottesimo anno di vita, dovevamo salire sul monte più alto del nostro paese – il Monte Elia – guardare il mare e pisciare controvento. Era un rito di passaggio, essere veri uomini significare pisciare sopra la vita senza schizzarsi troppo.

Essendo il più giovane del gruppo il fatidico momento venne dopo quello degli altri – tutto era sempre filato liscio, loro sì che erano dei ganzi – ma sarei comunque dovuto salire sul monte Elia, abbassarmi le mutande, prendere in mano il mio gingillo e cominciare a pisciare. Semplice. Sì, semplice. Peccato che quando arrivammo nel nostro posticino appartato, con la macchina, e dopo che mi abbassai le mie benedette mutande la pipì decise di giocare a nascondino. Non usciva, niente, nisba. E c’era tanto vento, quindi immaginatevi la fretta di finire!

– Dai muoviti Luke, ma quanto ci stai mettendo – disse Daniele.

-Non lo so, non esce! Sarò emozionato…

-A fare la pipì?! – mi incalzò Andrea

-Sì, a fare la pipì.

Rimasi con il mio coso in mano per interminabili minuti fino a quando Francesco, con il panico disegnato in volto ci intimò di muoverci:

-Sta arrivando la polizia!

Scoppiò un enorme e rumoroso coro di MUOVITI COGLIONE CI FARAI BECCARE! Ma io ancora niente, avevo ansia, che volete che vi dica. Ma intanto i poliziotti avanzavano verso di noi.

I miei amici, terrorizzati anche solo dalla parola polizia cominciarono a correre, urlandomi addosso di correre e correre, perché stavano arrivando! Mi feci prendere dal panico ed cominciai effettivamente a correre, con le mutande abbassate e il mio gingillo che si agitava da un parta all’altra, piangendo. Ero sul punto di raggiungere la macchina dei miei amici quando caddi, sì caddi, mezzo nudo sopra un cespuglio di ortiche. Ora, ma quando mai ci sono state le ortiche sul monte Elia?! Mannaggia a loro! Cacciai un urlo demoniaco, avevo la vista annebbiata dal dolore e non vi dico neanche in che condizioni era il mio gingillo: irritato, gonfio, rosso e infreddolito da sto cazzo di vento. E i miei amici? Spariti. Venni raggiunto dai poliziotti che si stavano gustando la scena e ridevano, oh sì, quanto ridevano!

E basta, quando mi portarono in commissariato per “atti osceni in luogo pubblico” prima di salire sulla volante, finalmente pisciai. Controvento, schizzando i poliziotti. Magico.

Perciò sì, la prima volta che pisciai controvento è stata anche la prima volta che mi hanno arrestato.

Di Sofia Lopresti


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