Scrivi un racconto, una poesia, una filastrocca, la cui protagonista sia Giorgia, 81 anni, con i capelli verdi, che lavora al CAF ma è fottutamente ricca, che ha un animale da compagnia, una gamba sola e un segreto: ringiovanisce; è vedova, ma ancora non lo sa…

Ciao. Sono Giorgia, ho ottantun anni, piscio a letto, faccio i sonnellini e mangio le pappette. Come tutte le vecchiette, certo. Solo che io mi sveglio la notte piangendo, senza sapere il perché, e ho tanto tanto tanto bisogno della mamma. Cerco più lei che mio marito, poveretto, un cuore d’oro a sopportare tutto questo!

Ma non l’avete ancora capito? Sono una vecchia nel corpo di una bambina… o una bambina con tanta esperienza, ecco.

Ma sapete qual è il problema peggiore di tutto questo? Non avete idea di quanto sia difficile nascondere la mia situazione agli occhi dello stato! Niente che i soldi non possano comprare, certo, e per fortuna di famiglia sono molto ricca…

Per l’anagrafe sono Giorgia, ho trentadue anni, mentre per l’Inps lavoro al CAF. Una vita regolare, insomma. Continuo quindi a cambiare identità e fortuna che al mondo ci sono tante ragazze che hanno bisogno di soldi e poca voglia di fare domande.

La realtà è che vivo una vita di miseria, una maledizione peggiore non poteva capitarmi. Una persona normale non sa quanto le resta, ad una certa età vive giorno per giorno, senza fare troppi progetti. Invece io so quanto mi resta – posso capirlo dal processo di crescita, o forse dovrei dire decrescita, del mio corpo.

Ora sono una bimba di circa due anni, senza gioia, senza vivacità, senza innocenza. Sono una bambina che ha paura, come tutte. Ma non del buio, dei mostri, e per la verità neanche di morire. No. Ho solo paura della consapevolezza che morirò come un bambino mai nato.

Manuel Bellotti


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