Dopo un party ti ritrovi strafatto di allucinogeni, ma non sai come tornare a casa. Scrivi un messaggio a qualcuno per farti venire a prendere.

«Pronto? Ciao, Silvio, dimmi.»
«Pronto ciao Miriam sono qui disteso su un letto o forse un divano o forse un gatto nella cuccia del cane sento solo il puzzo di piscio del cane che mi penetra le narici e un po’ mi sento vicino al sottopalla di Sgrunt che poi chi cazzo chiama il cane Sgrunt certo che siete tutti pazzi nella famiglia Ferri anzi spero che non si alzi pure un altro odore perché di ani canini non ne voglio sentire e non so perché sono finito qui vedo un po’ di persone in piedi ma non sono diritte sono storte storte dalla schiena in su e mi guardano con due palle da calcio al posto degli occhi mi spieghi come sia possibile avere occhi così grandi io non lo so non lo so e non voglio saperlo però mi sembra strano perché fino a cinque minuti fa stavo bene e poi tuo fratello mi ha dato quello spritz blu e io scemo a berlo che lo spritz è rosso mannaggia a me chissà cosa c’era dentro ma mi sono sentito leggero come una zanzara volavo volavo NO SGRUNT NON MORDERMI I JEANS volavo per tutta la tua bellissima dependance e giravo attorno ai tavoli pieni di bottiglie vuote e un porta pasticche pieno a metà ti prego dimmi che me lo svuotano in gola così almeno mi faccio totalmente e quando mi sveglio non capisco nulla cioè forse non nulla ma poco in più sarebbe molto gradito perché già a inizio serata mi hai negato il limone e io come cazzo faccio a durare ad una festa in cui non conosco nessuno se non te ma per fortuna ci sono i superalcolici GRAZIE MADRE e quindi ti prego capiscimi che se sono qui al telefono è perché vorrei essere portato fuori da questa dependance dove tutti mi stanno fissando MA CHE CAZZO VOLETE MI STATE ASFISSIANDO SMETTETELA ti prego Miriam sei la mia unica possibilità perché quello spritz blu cosa conteneva che cosa sono quelle pasticche NON TOCCARMI non riesco a muovere i piedi cioè ci provo ma sopra c’è qualcosa sono pesanti pesanti pesanti pesanti e adesso mi sento una zanzara che trasporta un elefante e come faccio a volare se fossimo al terzo piano mi butterei capiscimi perché quel limone che mi hai negato era veramente importante HO SETE era veramente importante ti stavo dicendo per me e tu non sai quanto ODDIO PIOVE NELLA CUCCIA DEL CANE mi piaci ma forse lo hai capito ma perché poi sei rimasta in camera tua tutto il tempo non lo capisco potevi scendere a divertirti con noi cioè che poi divertirci divertimento non è stato così tanto se ti sto chiamando amore PIOVE ANCORA CAZZO METTETE UN TETTO A QUESTA DEPANDANCE SPILORCI amore scusa non volevo chiamarti amore ma sei il mio amore e questi palloni da calcio sembrano il Ciao di Italia 90 come quel pupazzetto che ho in camera hai presente oppure no perché non sei mai venuta in camera mia non lo so prova a dirmi perché non sei mai venuta da me io ti bramo e ti desidero e mi piaci e tu nemmeno mi limoni che poi HO SETE DATEMI DELL’ACQUA VI PREGO nessuno mi ascolta e questi Ciao mi guardano con le braccia a parallelepipedo e tu mi chiedi come faccia a dire certe parole da fatto e ubriaco e non lo so pensa che una sera dopo una bottiglia di vodka parlavo con la mamma di un mio compagno di classe della prof di matematica ma BASTARDI L’ACQUA DOVETE VERSARMELA IN BOCCA NON ADDOSSO non so come ho fatto a resistere per tutto quel tempo parlando con certi termini come equazioni di secondo grado e adesso dico paroloni come al solito ma sono su questo divano o su questo gatto che forse è morto questo strano gatto che non si muove e puzza siete sicuri che non lo avete lasciato carcassa da morto per giorni in questa cuccia nella dependance e sento questa musica BASTA MUSICA i miei timpani fanno male e sento fischiare e sotto qualcosa mi riduce la vita a un filo che le tre vecchie di Hercules se me lo tagliano NO CANE NO NO NO NO ho caldo alle gambe adesso ti prego non so dove sia io e dove sia questa dependance ma Miriam amore mio NO NO NO CANE ANCORA NO non respiro perché in questa cuccia respiro male e non capisco se mi stai ascoltando ancora vorrei che tu capisca dove sono e mi porti su un letto dove le tre vecchie di Hercules QUALCUNO MI TIRA FUORI DA QUESTA CUCCIA PER FAVORE le tre vecchie di Hercules possano tagliare la corda almeno per stanotte ho bisogno di riposo e ho sete e nessuno mi ha ancora dato dell’acqua io penso ancora al limone che non mi hai dato ti prego veramente ascoltami poteva essere qualcosa di eccezionale superlativo stratosferico stellare delizioso amo quel pensiero tu ti sarai svegliata adesso di soprassalto perché ti ho chiamato AIUTOOOOO e scusa se ti urlo nei timpani ma nessuno mi dà da bere io ho sete ti prego vieni a portarmi un bicchiere d’acqua e lasciami su un letto ma soprattutto Miriam amore mio so che non mi vuoi baciare ma io ti amo e se vieni qui ti prego vieni con la tua faccia e non con una palla da calcio al posto della testa che voglio dirti ciao ma non il Ciao di Italia 90 che almeno ti posso dire davanti alla tua vera faccia che ti amo e ricordati che sono qui nella cuccia o sul gatto e…»
«…»
«Miriam?»
Tuuu-tuuu-tuuu-tuuu.

Davide


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