Ambienta ai giorni nostri la storia di Peter Pan, ricordandoti di inserire all’interno della narrazione almeno un’analessi (flashback).

Possono passare i secoli, ma certe cose non cambiano mai: da sempre gli uomini detestano profondamente la vita almeno per una decina di secondi dopo essere stati svegliati per andare al lavoro, da sempre una portinaia su due ama farsi gli affari altrui e da sempre i bambini, durante la loro infanzia, fanno visita all’Isola-Che-Non-C’è.

Certe cose, invece, cambiano eccome: perfino le Isole-Che-Non-Ci-Sono invecchiano.
Non penserete che l’Isola-Che-Non-C’è sia ancora la stessa immortalata da Barrie… Quella è passata alla storia perché lui ci ha fatto un’opera (e soprattutto perché la Disney a sua volta ci ha fatto un cartone animato), ma era né più né meno l’isola visitata da lui. Adesso tante piccole cose sarebbero diverse.
Basti pensare all’Isola-Che-Non-C’è dove sono stata da bambina: c’era sempre la laguna delle sirene (le sirene non passano mai di moda), anche se indossavano bikini in poliestere invece che scomode e arcaiche conchiglie.
C’era sempre la foresta, e almeno sull’Isola-Che-Non-C’è non c’è bisogno delle lotte degli ambientalisti per difenderla dato che altrimenti, se ci fosse il problema della deforestazione, i sognatori smetterebbero di andarci.
E c’era ancora un Capitan Uncino, che si chiamava Capitan Protesi, ma il suo odio per Peter Pan e i bambini sperduti era immutato.

Eppure bastano piccoli dettagli per cambiare la storia. E fu proprio un piccolo dettaglio a fare la differenza, un piccolo, insignificante, fondamentale dettaglio: l’orologio che il coccodrillo inghiottì nel Ventunesimo secolo era digitale. E, come ben sapete, questo fa tutta la differenza del mondo, perché gli orologi digitali non ticchettano e Capitan Protesi, avendo perduto il suo orologio, stavolta non si trovò in nessun modo avvertito dell’arrivo del coccodrillo: perciò decise di non sfidare la sorte e di lasciare il mare, trasferendosi per sempre sulle colline dell’entroterra dell’Isola-Che-Non-C’è, dedicandosi alla fabbricazione di orologi a cucù e alla caccia a Peter Pan.

Il coccodrillo, così disoccupato, prese a trascorrere la maggior parte del suo tempo in compagnia delle sirene, ammaliandole con la sua abilità di saper sempre l’ora esatta spaccando il secondo (abilità conferitagli dall’aver ingerito l’orologio digitale di Protesi), destando così le gelosie di tutti i galli dell’isola che si pregiavano di essere i soli in grado di preannunciare l’alba con il loro chicchirichì. I galli cominciarono a starnazzare a tutte le ore e, fra quello e i cucù di Capitan Protesi, sull’Isola-Che-Non-C’è non c’era più un attimo di pace.
Una delle tante avventure di Peter Pan consistette dunque nel riportare la quiete sull’isola, regalando ad ogni esemplare di gallo un orologio digitale e a Capitan Protesi un’iguana da compagnia per superare la sua paura dei rettili, senza che però questo mettesse fine all’eterna sfida fra i due.

Perché, come dicevamo, certe cose non cambiano mai, ma basta un orologio digitale per cambiare tutto il resto.

Chiara Carbone


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