Scrivi un testo ispirandoti ad una di queste Novelle del Boccaccio: Andreuccio da Perugia, Federigo degli Alberighi, Caterina e l’Usignolo, ambientando la scena ai giorni nostri:

LA CATE, RICKY E L’USIGNOLO

Di Cristina Morisi

DALLA CHAT DI WRITERS OF WONDERLAND (15.03.2020)

PAMPINEA
Ragazziiii

PANFILO


State tutti bene?

ELISSA

Qui tutto bene, sto lavorando da casa

NEIFILE

Anch’io, ma ho problemi con Hangout e faccio fatico fatica a connettermi alle riunioni con i colleghi


FILOSTRATO

Vorrei venire a trovarti per mettere a punto la connessione…

FIAMMETTA


Mi mancate!
LAURETTA


Questa situazione è terribile


FILOMENA

Non ce la faccio più a stare tappata in casa

EMILIA

Vivo di film in streaming su Netflix

DIONEO


Io ho pulito tutta casa

PAMPINEA

Io mi sto dedicando con più attenzione al mio account Instagram e sto seguendo delle pagine molto
interessanti. Vi lascio il link della mia preferita: https://www.birdsinmygarden//instagram.it .

PANFILO


Bella, ci sta

FIAMMETTA


Wow!


ELISSA


La seguo anch’io


FILOSTRATO

Sì, è il fenomeno del momento sui social. Pensate che l’hanno creata e la gestiscono due liceali di
Ravenna, #LaCate e #Ricky. Andate a vedere la prima foto che hanno postato

LAURETTA


Ma com’è che sai tante cose?


PAMPINEA

Scommetto che conosci tutta la storia! Dai, raccontacela per passare il tempo insieme

DIONEO
Siii!

FILOSTRATO
E va bene!

La Cate, all’anagrafe Caterina Valbona, è figlia di una coppia benestante, che vive da sempre in un complesso residenziale immerso in un giardino di aiuole fiorite e alberi. Sono gente molto perbene e rispettabile, che tiene al valore dell’ospitalità, e alla Cate un’educazione severa. Nel palazzo di
fronte abita Ricky, ovvero Ricciardo Mainardi, un ragazzo della stessa età della Cate. Sono cresciuti insieme, da bambini giocavano nel giardino, e vanno allo stesso liceo. Ogni mattina la Cate attraversa il cortile e aspetta Ricky sotto casa, facendo poi fianco a fianco il percorso fino alla scuola. Non c’è giorno in cui non studino insieme, non si diano una mano con i compiti, o week end in cui non escano con altri compagni, o che Ricky non pranzi dalla Cate, finendo spesso per fermarsi anche per cena. Per i suoi vecchi, Lucio e Giacomina, era come un altro figlio, e non avevano nessun motivo per sospettare che tra loro ci fosse di più che una bella amicizia. Tutto questo finché l’epidemia di coronavirus non è arrivata anche a Ravenna. La città è in preda al panico per il timore del contagio. Prima sono state chiuse le scuole, poi i musei, i teatri e le chiese, dopo gli uffici e i ristoranti, dopo ancora i parchi e tutti i negozi, finchè non è stata decretata la quarantena e agli abitanti viene ordinato di non uscire di casa pena multe salatissime e la prigione.
Terrorizzata all’idea che la sua adorata bambina potesse ammalarsi, la signora Giacomina ha vietato alla Cate ogni contatto con il mondo esterno, anche affacciarsi alla finestra. Lei e Ricky possono comunicare attraverso whattsapp, tik tok o skype, ma non è la stessa cosa. La mancanza è lacerante.
Ci vogliono due settimane di lontananza perché si rendano conto che non si considerano più solo amici. Ricky le scrive di nascosto se può sperare e la Cate risponde se può sperare anche lei senza morire. Devono vedersi e stare insieme. Ma come? La Cate ha un’idea. Quel pomeriggio stesso
comincia a dire a sua madre: “La prof di italiano ci ha dato un progetto, dobbiamo documentare quello che ci succede in questi giorni di isolamento. Io vorrei tanto dormire sul balcone che dà sul giardino, così posso fotografare l’usignolo che si posa sul davanzale e canta!” –“Che balcone e balcone, è primavera e fa ancora freddo, tu fuori non ci vai, di sicuro ti prenderesti l’influenza!” risponde sua madre. Davanti ad un “no” la Cate non può pestare i piedi e insultare i genitori finchè non ottiene quello che vuole, come gli altri ragazzi della sua età, ma l’amore segreto per Ricky la rende audace. Continua a implorare sua madre, dicendo che deve per forza fotografare l’usignolo e sentirlo cantare, perché tutti i compagni di classe stanno facendo qualcosa: chi registra il rumore del mare, chi filma il crescere delle proprie piante, e se lei non fa nulla rischia anche la bocciatura.
Osserva che il balcone è coperto e protetto con una grata e lei non prenderebbe aria. Insiste appena sveglia, mentre fa colazione, mentre sta in camera sua, ad ogni ora del giorno, non fa che ripetere, sospirando “Se non sentirò l’usignolo cantare di certo morirò!”. Esasperata, la signora Giacomina ne parla al marito, il signor Lucio: “La Cate vuole dormire sul balcone per sentire l’usignolo cantare, che ne pensi?” – “Penso che in vent’anni che stiamo qui non ho mai sentito cantare né usignoli né altri uccelli!”. A sentire questo la signora Giacomina prende le difese della figlia: “Ma ci tiene tanto, ha detto che se non sentirà l’usignolo morirà! Non chiede poi gran cosa, si è sempre comportata così bene, povera piccola!”. Il signor Lucio non capisce la nuova smania della sua figliola per l’usignolo, la liquida come un capriccio dettato dalla noia per non poter uscire. Alla fine però, dopo un’accanita opera di convincimento di moglie e figlia, cede: “E dormi pure sul balcone! Dopo sono proprio curioso di vederlo anch’io, quest’usignolo, ma poi non piangere se ti viene
l’influenza!”
Viene messo sul balcone un sacco a pelo imbottito, insieme a piumoni e coperte una sopra l’altra fin quasi a toccare il soffitto. Con indosso la mascherina, una sciarpa e guanti di lattice, la Cate si corica, aspettando che i genitori abbassino la tapparella della finestra della loro camera, proprio di fronte a lei. Appena si spengono le luci Ricky, anche lui con mascherina, guanti, sciarpa e un camice sterile sotto il giubbotto, si cala dalla finestra del salotto di casa sua, balza a terra (non è un gran salto: sta al primo piano), arriva al palazzo dove vive la Cate e, per raggiungere il balcone, si arrampica su un grosso pino marittimo dirimpetto, lasciandosi poi scivolare lungo un ramo. “Ti sei fatto male?” chiede preoccupata la Cate. Ricky scuote la testa e risponde di no, anche se si è scorticato entrambi i guanti. Sono così felici di vedersi non separati dallo schermo di un computer!
Si abbracciano, ma per essere più comodi si tolgono i guanti, e le loro mani si sfiorano e si toccano come mai prima. Decidono di baciarsi, e questo desiderio è più forte della paura, del contagio e della morte. Si tolgono le mascherine e le loro labbra si uniscono con passione crescente, senza più controllo. In breve, quella notte l’usignolo non smette mai di cantare.
Il mattino dopo sorge strano e nuovo per la Cate, che non è più quella di prima. Contempla Ricky che giace tra le sue braccia, così bello, così calmo. Vuole gridare al mondo intero la gioia che le scoppia nel petto, e fa la cosa più naturale del mondo per una sedicenne del 2020: si scatta un selfie con Ricky così come sono, mettendogli la mano sinistra su quelle che mia nonna chiamava “le pudenda”, e lo pubblica su Instagram con un testo smielato. Poi, soddisfatti, si mettono a dormire.
Peccato che anche la signora Giacomina abbia un profilo Instagram, più che altro per poter seguire che cosa fa sua figlia. Il rumore della notifica sul cellulare desta il signor Lucio. Nel buio della stanza, credendo che sia la sveglia del suo telefono, automaticamente lo prende dal comodino e
guarda. Balza di scatto sul letto, svegliando la moglie. –“Che ci fai col mio smartphone?” biascica lei seccata. Per tutta risposta lui le mostra la foto –“Guarda che bell’uccellino ha catturato ieri tua
figlia!” le grida. Fuori di sé dalla rabbia, i genitori della Cate indossano la protezione anti contagio e abbassano pian piano le tapparelle per tendere meglio la trappola per i due piccioncini, vanno sul balcone e sollevano di scatto le coperte, cogliendo sul fatto la Cate e Ricky. Prima che lui possa
scappare, li trascinano in camera così come sono, con la Cate che non smette di aggrapparsi alla sua preda. Le urla, i pianti e la delusione di entrambe le parti vengono esacerbate dal continuo rumore di notifiche sul cellulare della Cate; anche il cellulare di Ricky suona: pure i suoi genitori hanno visto il post su Instagram, e suo padre promette che, appena lui tornerà a casa, terminerà quanto cominciato dal padre della Cate. La chiamata di un numero sconosciuto appare sul cellulare della
ragazza, ma è suo padre a rispondere. È la Facoltà di Ornitologia dell’Università di Bologna, nella persona del Professor Gasperinis. La fotografia sta facendo il giro del web, perché lui e altri studiosi
e appassionati di ornitologia hanno notato in fondo all’immagine catturata nel selfie, appoggiata sulla grata del balcone, una coppia di rarissimi cardueles higeamarinaenses, che evidentemente ha
nidificato nel pino marittimo. Chiede altre immagini a scopo di studio scientifico dietro compenso.
Questo calma un po’ la situazione, ma il signor Lucio e la signora Giacomina rimangono intenzionati a rispedire Ricky a casa sua. La Cate si oppone e dichiara che sarebbe malsano. E così giustifica: “Ricky è rimasto fuori esposto al contagio, stanotte, ormai l’aria di questa casa l’ha
infettato, tanto vale che rimanga qui fino alla fine della quarantena!”. I genitori dei due ragazzi non trovano nulla da replicare a questa dissertazione così logica e sensata. E così da allora, notte dopo
notte, Ricky e la Cate fotografano la coppia di uccellini che si posa sul balcone e pubblica le tenere immagini sulla loro nuova pagina Instagram, Birds of my garden, ottenendo grande successo internazionale, dato che nulla in tempi difficili solleva il morale della gente più di una passerina o di
un cetriolone. È già stabilito che, quando l’emergenza coronavirus finirà, riceveranno l’Ambrogino d’Oro come Chiara Ferragni. E potete stare certi che Ricky continua a far cantare usignoli, merli, cardellini, con gran piacere della Cate.

Cristina Morisi


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