Scrivi un testo ispirandoti ad una di queste Novelle del Boccaccio: Andreuccio da Perugia, Federigo degli Alberighi, Caterina e l’Usignolo, ambientando la scena ai giorni nostri:

“Filo? Oh, Filo ci sei?”

Tre teste vicine davanti ad uno schermo aspettavano. Filo, come Eli e Pam, era stato preso alla sprovvista da questa quarantena. Almeno lui era rimasto bloccato a Berlino con Didi. Bel weekend romantico. Al sesto giorno di clausura forzata, sull’orlo di una crisi nervosa generale, erano riusciti ad organizzarsi con gli altri per cercare di ammazzare il tempo. Lauretta, la Mena e la Fiamma, abitando insieme, erano le tre teste in attesa. Pam, da Benevento a casa di parenti, aveva fatto partire la chiamata su Skype. Eli si era aggiunta subito dopo da Canegrate – ridente cittadina della Lombardia -, e poi il caos.

“Filo, dai, tocca te”. L’immagine saltò, gracchiò, si scompose un poco.

“Eh, fra, la fai facile, qua la connessione fa schifo”.

“Senti, se ce l’ha fatta Panfilo a suonarci qualcosa al telefono, ce la puoi fare a dirci della Cate, riusciamo anche a vederti!”.

“Pettegole di merda”.

“Ma ci siamo tutti?” chiese Didi dal letto.

“Mancano Neif e la Emi, ma staranno facendo cosacce, io non gli scrivo”.

“Ma com’è che avete tutti soprannomi e nomignoli e invece io sono sempre PANFILO?” era in vivavoce dal telefono della Mena. 

“Perché il tuo nome è troppo brutto per essere abbreviato, amo”. 

Tutti risero, poi ci fu un attimo di silenzio.

“Chi è che toccava?”

“A me, ma tanto non vi piacerà…”

“Perché no?”

“Oh, Filo non raccontarci un’altra di quelle tue storie horror del cazzo, eh”.

“Ma sei scema? Ci deve raccontare della Cate. Come fa ad essere horror?”

“Dai, oh, ma la smettete di strillare?”, Filo alzò un attimo la voce, poi tornò composto. “No, Eli, è d’amore sto giro, ma tanto finisce bene”.

“OH, MA SPOILER”.

“Eh, Madonna, scusate. Allora…”

Scese la quiete e cominciò a raccontare.

La faccio breve. Sapete che la Cate abita da sempre di fianco a Richi, no?

“Richi, quello che doveva chiamarsi Riccardo, ma all’anagrafe hanno sbagliato a scrivere?”

Sì, dai, Manardi, lui. Sono amici da tutti la vita. C’è stato un periodo in cui pensavo fossero fratelli: Richi stava sempre a casa loro, andavano in vacanza assieme, a Natale e Pasqua era sempre lì, no? E invece era perché la sua famiglia è un po’ un disastro. 

Ricci qualche tempo fa mi ha detto che si è preso una storta immensa per la Cate – cioè raga dovevate vederlo, è proprio scemo per lei -, però non le dice niente perché ha paura di rovinare la loro amicizia eccetera eccetera. Poi col fatto che abitano di fianco non vuole che magari ad incrociarsi in corridoio si sentisse in imbarazzo. Lui è proprio un cuore di ragazzo. 

Lunedì scorso, però, mi ha chiamato la Cate e mi fa che crede che le piaccia Richi, però è sicura al cento per cento che lui non se la filerebbe perché si conoscono da troppo, poi ha paura che i suoi non siano d’accordo perché “sai come sono apprensivi i miei”, mi fa. D’altronde i genitori di figli unici sono tutti un po’ svitati, però non mi sembra proprio il suo caso. 

Insomma, la Cate è una cretina. 

Io, naturalmente, non avrei dovuto farlo, – guardate con che gesto ve lo dico, lo so, non dite niente, lo so già -, però le ho detto, guarda che secondo me dovreste parlare, perché lui mi dice delle cose, tu mi dici altre cose, ma finché le dite a me e non tra di voi qua non si va da nessuna parte. E lei m’ha guardato strano e ha chiuso la chiamata.

Ieri vengo a sapere che hanno parlato, lui le ha scritto, e non sto scherzando “Caterina, mia dolce”, raga, io mi sciolgo! 

“Ugh, ve lo giuro quel ragazzo ha tipo quattrocento anni”

“Stai zitta, Lauretta, è romantico”

“Madonna, mi sembra Francesco, che quando ci provava con me mi chiamava Santa solo perché sono bionda. Mica a caso poi s’è fatto prete”. Lauretta alzò gli occhi al cielo allargando le braccia in una posa mistica.

“Amo, manchi proprio di poesia” urlò Didi, sempre fuori campo.

Mi fate finire? Si sono messi d’accordo che quando hanno voglia di vedersi per fare gli innamorati, escono la sera sul balcone – i loro balconi sono così vicini che da piccini si saltava sempre da un balcone all’altro, poi i suoi ci hanno scoperto e ci hanno urlato addosso. E avevano anche ragione considerato che stanno al quinto piano e quei balconi non sono poi tanto vicini.

Cosa stavo dicendo? Ah, sì. Hanno deciso sta cosa dei balconi perché con la quarantena i genitori della Cate sono diventati paranoici al massimo, non fanno entrare nessuno, nessuno esce, sta povera ragazza a momenti diventa scema.

“Più di quanto lo sia già?”

“Quindi magari aveva ragione lei, sul fatto che i suoi sono apprensivi”, intervenne Panfilo.

… Può darsi. 

Il problema principale è che sul suo balcone si può andare solo attraverso la camera dei suoi. Ha provato a fare finta di niente: una sera apre la finestra e porta due sedie sul balcone. Sua mamma dal letto la guarda perplessa e le fa, cos’è che stai facendo? E lei, vado a prendere un po’ d’aria sul balcone. Suo padre guarda le due sedie, guarda lei, ma lascia parlare la mamma: perché due sedie? La Cate le ha detto che su una ci si siede e l’altra è per i piccioni.

“Ma che cazzo di scusa è?”

“Vabbè la Cate è molto carina, ma non è proprio brillante”, disse Pam.

Dev’essere una cosa genetica perché ci hanno creduto e l’hanno lasciata stare. Lei esce, se ne sta seduta un po’ fuori. Lui non viene, non viene, non viene. Dopo un po’ dalla casa di Richi si sente qualcuno gridare, un paio di robe rompersi. Poi Richi esce, sbattendo la finestra, salta sul suo balcone, guarda la sedia dei piccioni, è fuori di sé, la prende per mano la tira drammaticamente a sé e la bacia contro il muro. Poi le racconta cosa è successo eccetera chi se ne frega. 

“Insomma non combinano niente?”

“No, Filo, aspetta che non ti sento bene” interruppe Eli.

Aspetto… Ci sei? Ok. Dicevo, niente, se non qualche bacio appassionato. Se ne stanno a parlare fino all’alba, poi prima di saltare di nuovo sul suo balcone le chiede perché le sedie? – cosa che ci stiamo chiedendo tutti in sala. 

La sera dopo, ci riprovano, sto giro la Cate, sentendosi di aver sbagliato con le sedie, esce sul balcone con due cuscini e due coperte annunciando che stanotte avrebbe dormito sul balcone, perché in casa faceva caldo. Sua madre è al cento per cento convinta che sia impazzita, scuote la testa, ma la lascia fare, perché tanto… suo padre si gira nel letto e non fa una piega. La Cate mi ha fatto una battuta sul fatto che l’altro cuscino e l’altra coperta fossero per i piccioni, che io veramente. Quando me l’ha raccontato mi è venuto da strangolare tutti.

“Come fanno ad essere paranoici e scemi allo stesso tempo, i suoi? Dev’essere faticoso”.

Io sono basito. Comunque, escono tutti e due sul tardi in balcone, con cuscini e coperte vi lascio immaginare cosa combinano. E qui inizia il bello. Innanzitutto, sono due imbecilli, perché nella foga fanno cadere i vestiti dal balcone. 

Raga, no, state zitti, sentite. 

Questi tutti attorcigliati, fanno le loro cosacce, come dice la Mena, e si addormentano. Si addormentano, vi dico. Nudi e crudi sul balcone fuori dalla camera dei genitori di lei. Due idioti.

La mattina dopo, suo padre si sveglia, vede la finestra socchiusa, fa per chiuderla, li vede –

Scoppia un tumulto generale. Le tre coinquiline strillano e si parlano sopra, Panfilo ride così tanto che potrebbe potrebbe venirgli un infarto. Eli e Pam commentano sconcertate. Didi è l’unico che, insieme a Filo ha già sentito la storia in diretta dalla Cate, quindi si limita a ridere sommessamente.

Filo attende, gonfio di orgoglio per ciò che la sua narrazione ha suscitato, ma sa che c’è dell’altro. Impone le mani e torna la pace, sebbene con difficoltà.

Li vede, vi dico. Li fissa un po’ in silenzio, poi chiama la madre, che nel secondo esatto in cui si rende conto cos’ha davanti agli occhi comincia a strillare che non devono stare così vicini se no si prendono il coronavirus – ve lo giuro, quella donna ha le noci in testa.

I due piccioncini si svegliano bruscamente per il baccano, Richi vede la sua vita passargli davanti, è pronto a buttarsi dal balcone nudo come mamma l’ha fatto piuttosto che farsi ammazzare dal padre della Cate, lei comincia tragicamente a piangere e a supplicare di lasciarlo vivere. Un casino imbarazzante, gente che si affaccia dalle altre case a vedere che succede. In tutto questo, il padre della Cate se ne sta tranquillo in silenzio, aspetta che gli altri s’acquietino e poi guarda Richi, che intimorito nell’angolo più lontano del balcone cerca di coprirsi con una delle due coperte, e gli fa, quindi sei tu il piccione? Scoppia a ridere da solo nel silenzio, si vergognano tutti, ma ridono nervosamente, la madre non sta capendo più niente, se ne entra in casa, disorientata. 

“No, vabbè, non ci credo”.

Qualcuno dal palazzo di fronte urla a Richi di coprirsi il culo, che lo sta mostrando a tutti.

“E poi?”

E poi niente, adesso la Cate e Richi stanno tranquillamente insieme, l’unica cosa che è cambiata è che tutti lo chiamano Piccione.

Anna Landini


1 commento

Federica · 6 Apr 2020 alle 17:00

Non sapendo come votare, lascio un bel cuore alla migliore #wonderina 💖

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